Solitamente releghiamo le opere culturali, le poesie, le recensioni, e tutto quanto concerne la cultura, alle pagine cartacee del nostro periodico. Per non perderne la memoria, per valorizzarne il contenuto con una lettura più serena, per evitare di affrontare un pubblico ancora poco avvezzo alla pazienza della comprensione.
Da qualche anno però ormai il nostro sito vi regala anche video e tra questi oggi spunta una video-poesia a firma di Rino Negrogno che vogliamo regalarvi.
Non ci dilunghiamo con i commenti in quanto la lettura della poesia stessa, accompagnata dal video e dalla musica, vi forniranno gli elementi necessari per viverla al meglio.
I vicoli del porto
Vicoli del porto bagnati di sole
sempre prima o nel giorno della festa
finestre aperte drappi danzanti
volano profumi di muschio e vino
olio e ragù tra le parole straniere di ora
le bluse dimenate al vento tra le case
ancora unte di lavoro trovato per caso
fugge dalle bifore diroccate
la musica fastidiosa di amori mai visti
sul basamento levigato la sedia del contadino
con la maggiorana e le olive nere
davanti all’unica stanza attorno al desco
eserciti di bambini lasciati soli
ai loro giochi antichi aridi di colori
tra gli occhi assorti delle madri
con le loro vesti nere di abitudini
e gli usi tramandati tra le dita
bellezza dei giorni finiti
appesa all’ombre dei loro uomini forti
al margine del bene tra Dio e le bestemmie
ghigno di rughe bruciate
da mille giorni di sole ed un vino granato
prima di pretendere il loro amore
e di morire nel padre e nella madre
trafitti sulla parete benevoli.
Rino Negrogno
