Sia ben chiaro: è una facoltà prevista per legge e per la quale il dirigente della competente ripartizione aveva previsto una spesa massima annuale di 12.500 euro. Ad usufruirne, però, sembra siano in pochi. Sta di fatto che cinque consiglieri provinciali (su trenta) di Barletta-Andria-Trani, che fanno riferimento a tre gruppi consiliari (su otto), hanno richiesto il rimborso delle spese sostenute per l'acquisto di quotidiani e riviste relativamente al mese di dicembre 2012.
L’impegno di spesa in loro favore è di 314,10 euro così ripartiti: al gruppo misto, formato dai consiglieri Pina Marmo e Nadia Landolfi, 89,40 euro; al gruppo La buona politica, formato da Giuseppe Di Paolo e Michele Dicorato, 136,50 euro; al gruppo Partito socialista, rappresentato dal solo Bernardo Lodispoto, 88,20 euro. Ciascuno dei gruppi ha prodotto regolari fatture, note e ricevute comprovanti le spese sostenute.
Non conosciamo come siano andati i rimborsi nei mesi precedenti, ma, se prendessimo in considerazione soltanto l’ultimo mese dell’anno appena trascorso, dovremmo chiederci: e gli altri consiglieri provinciali leggono a spese proprie? Oppure non leggono per nulla? E, a prescindere, il diritto alla documentazione da parte dei pubblici amministratori deve essere pagato da chi li ha eletti o dai compensi che percepiscono per la carica che detengono?
