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Ritira la squadra per difendere un suo giocatore dagli insulti razzisti e viene esonerato. La storia di un grande capitano del Trani, Ciccio Latartara

Quando lo scorso 3 gennaio Kevin Boateng calciò il pallone verso chi lo stava insultando ed il Milan abbandonò il campo per protesta, quelle immagini fecero il giro del mondo e sollevarono un nuovo coro di «no» al razzismo. Avversario dei rossoneri, in amichevole, la Pro Patria di Busto Arsizio, squadra espressione di una società gloriosa che ha fatto la storia del calcio, ma con una parte di tifoseria a dire poco inqualificabile.

Ebbene, incredibile ma vero, ancora persone legate alla Pro Patria, in questo caso atleti, si sarebbero rese protagoniste di insulti all’indirizzo di un giocatore della squadra avversaria, un’altra mitica società del calcio di una volta quale il Casale, vincitore dello scudetto un secolo fa (1913-14).

La partita, peraltro, vedeva di fronte le formazioni Berretti. E, sulla panchina del Casale, sedeva Ciccio Latartara, l’indimenticato capitano del grande Trani promosso in serie D, autore del gol decisivo su calcio di rigore nei tempi supplementari della memorabile sfida promozione con il Noto del 13 gennaio 2010.

Sedeva, appunto. Perché Latartara, campione sul campo e nella vita, aveva anche lui ordinato alla squadra di ritirarsi dal campo per difendere un suo ragazzo, Fabiano Ribeiro, che piangeva a dirotto dopo i presunti insulti subiti da un avversario.

A differenza del Milan, però, il Casale non ha gradito «e con qualche settimana di ritardo – riferisce il sito Pugliacalcio 24 -, ha esonerato il mister, con un freddo comunicato, senza aggiungere ringraziamenti, in modo freddo e distaccato: “L’As Casale Calcio comunica che il sig. Francesco Latartara è stato sollevato dall’incarico di allenatore della squadra Berretti. Al suo posto è stato nominato il sig. Andrea De Martini, in precedenza allenatore in seconda della prima squadra”».

Ancora più desolante il racconto di Latartara: «Fabiano è stato offeso con un insulto razzista da un avversario. Il nostro ragazzo ha reagito e l'arbitro l’ha espulso. I ragazzi hanno contestato mentre il loro compagno, dispiaciuto e offeso, piangeva per aver subito, oltre il danno, anche la beffa. A quel punto, io ed il nostro dirigente accompagnatore siamo entrati in campo per calmare gli animi, ma l'arbitro ha espulso anche noi. Dispiaciuti, tutti insieme, abbiamo deciso di abbandonare il campo per solidarietà nei confronti del nostro ragazzo. Il mio pensiero – aggiunge Latartara - è per il settore giovanile in generale, perché noi, allenatori di giovani, dobbiamo insegnare prima il rispetto e l'educazione e poi la tecnica e la tattica. Sono rimasto deluso dalla decisione che ha preso la società, senza nemmeno chiedere ai ragazzi cosa fosse successo».

Anche il giudice sportivo, peraltro, non si è commosso: «Dagli atti ufficiali non è riconducibile alcun elemento che confermi la motivazione addotta per la decisione assunta di ritiro dal terreno di gioco. Pertanto, emerge esclusivamente un comportamento della società Casale passibile di provvedimento». Ed il Casale è stato punito con lo 0-3, un punto di penalizzazione ed una giornata di squalifica a Ribeiro.

Non serve aggiungere altro, se non una constatazione: il Trani ha avuto tanti grandi capitani, ma Ciccio Latartara, dopo questo bel gesto, diventa più grande di tanti grandi.


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