La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il sig. Giuseppe Giusto) prosegue con Forges Davanzati. Vi ricordiamo che per ascoltare la storia completa di questi due personaggi potrete farlo il lunedì e il sabato mattina intorno alle 10.30 nel programma di Maria Cellamare con Enzo Ronco mentre durante una delle edizioni del radiogiornale quotidiano potrete ascoltarne una piccola pillola.
Dal civico 28 di via Giuseppe De Robertis a Corso Matteo Renato Imbriani. Non si conosce la data della delibera con la quale venne denominata questa via, ma si è a conoscenza invece della delibera n. 35 del 1923, con la quale il Comune denominò "traversa de Cuneo" una stradina laterale non meglio specificata della strada vicinale delle Tufare, probabilmente dove esistevano alcune proprietà di quella famiglia.
I de Cuneo appartenevano ad una antica e nobile famiglia di origine romagnola iscritta al Sedile del Campo. Il personaggio di spicco del nobile casato è Alberico (o Alberigo) detto da Barbiano (frazione di Cotignola - RA) dove nacque intorno al 1340.
Alberico da Barbiano, conte da Cuneo, fu un famoso Capitano di ventura, prima al servizio di Giovanni Acuto, poi formò una propria compagnia, la S. Giorgio, con la quale fu al soldo dei Visconti, poi di Papa Urbano VII e poi ancora di Carlo III di Durazzo il quale, il 6 maggio 1383, riconoscente per averlo difeso da Luigi D'Angiò, lo nominò Conte di Trani. Ma il suo dominio, che durò dal 1383 al 1409, anno della sua morte, non fu una infeudazione ufficiale di Trani, perché essa non fu mai feudo di alcuno, ma mirava solo ad assicurare ad Alberico i proventi fiscali della città allora economicamente florida. Infatti, durante il suo dominio su Trani, sottrasse la Giudecca alla giurisdizione degli Arcivescovi per impossessarsi dei relativi proventi. Una nipote del condottiero sposò il famoso Pietro Palagano. Tra le sue imprese: la vittoria a Marino contro i Bretoni, quella di Borgoforte contro i Gonzaga e di Casalecchio contro i Bentivoglio.
Trasferì in Trani i suoi familiari che risiedettero fino alla estinzione. Essi abitarono nel Palazzo sito nel "loco campi", l'attuale Piazza Campo dei Longobardi, ed avevano il patronato della chiesa dell'Annunziata ivi esistente. Di quel palazzo, ricostruito in parte, è rimasta in piedi solo la facciata posteriore che sporge sul porto, con il suo grande verone su mensole ed il portico le cui arcate ogivali che si intravedono nello spessore della muratura, lasciano intendere di quale importanza fosse la costruzione originaria.
L'ultimo dei de Cuneo fu don Fabrizio, morto in Trani il 15 febbraio 1748 e sepolto nella suddetta Chiesa. Don Fabrizio lasciò tre figle: Beatrice sposata a Vitantonio Bonismiro, Aurelia sposata a Francesco Gordano, patrizio di Lucera, ed una terza di cui si ignora il nome, suora benedettina. Quindi non lasciando figli maschi, la famigla de Cuneo si estinse, appunto, con don Fabrizio.
Tutto ciò era di pertinenza dei de Cuneo, compreso l'altorilievo della Annunciazione che è oggi conservato nella chiesa di San Toma.
Puntata precedenti
Matteo Renato Imbriani
Nicola de Roggiero
Simone de Brado, Angelo de Bramo
Giuseppe de Robertis
Maria Ciardi, Vincenza Fabiano
Felicia Nigretti, Anna Teresa Stella
Antonio Piccinni
Goffredo da Trani
Boemondo d'Altavilla
Giovanni Beltrani
Raffaele Lettini
Francesco Cutinelli
Maraldo da Trani
Simone de Bello
Giuseppe Basile (aggiornamenti)
Forges Davanzati
