«Un comitato apartitico ed apolitico, anche con il supporto del clero cittadino, già assicuratomi dal vicario territoriale, Don Mimmo De Toma». Così il sindaco, Gigi Riserbato, ha presentato il neo costituito comitato “L328”, per la difesa dell'ospedale di Trani, nella sala azzurra del palazzo di città.
Il primo passo è stato rappresentato dalla condivisione dell’atto costitutivo del comitato da parte di tutti i cittadini presenti, ciascuno dei quali ne è co-fondatore. Il comitato, però, si è dato un organismo rappresentativo di tre persone: la sindacalista aziendale Loredana Di Nunno è stata designata presidente, Luca Tundo ne è il secondo componente, mentre il terzo sarà un sacerdote indicato dal clero cittadino.
Secondo quanto s’è appreso dai sindacalisti aziendali presenti, peraltro, da lunedì prossimo, nel San Nicola Pellegrino, partirebbe già un poliambulatorio che non rappresenterebbe un segnale confortante in vista delle speranze di rilancio del presidio. Anche per questo motivo, oltre alla formalizzazione di una proposta tecnica, si pensa subito ad un’occupazione simbolica dell’ospedale, della durata non meglio precisata.
E Don Mimmo, a sostegno di tale proposta, ha pubblicamente ammesso che, «a prescindere di ogni forma di protesta che si vorrà scegliere, il problema è la mancanza di costanza nell’attenzione ai problemi, che da noi cala costantemente: siamo bravi a protestare a parole, molto meno nel rimboccarci le maniche. E, in ogni caso, ogni forma di protesta deve puntare a fare emergere in prospettiva il meglio possibile nei limiti di quello che realistico ottenere, perché un tempo l’ospedale di Trani era il migliore del circondario e può essere così tanto peggiorato in così pochi anni. Dobbiamo superare l’indolenza tutta tranese e non demordere».
Numerosi gli interventi dei presenti, fra esponenti politici che hanno parlato «da cittadini», rappresentanti di associazioni e «semplici» cittadini.
L’atto costitutivo contiene gli obiettivi di massima del comitato: assenza di fini di lucro; democrazia partecipativa; partecipazione alla salvaguardia dell’ospedale di Trani; organizzazione di pubbliche manifestazioni; promozione di azioni giurisdizionali. La sede del comitato è la casa comunale. «Resta ferma la volontà che il comitato s’impegni concretamente – ha ripreso Riserbato - e tenga fuori la politica dalle sue strategie. A Canosa sta funzionando, non vedo perché non debba funzionare a Trani».
