Avrebbe rovistato nel cassetto della corrispondenza dell’Amiu e, alla presenza della dipendente addetta, avrebbe preso cognizione di una nota del primo luglio 2011 indirizzata dal dirigente dell’azienda, Michele Zecchillo, all'amministratore delegato dell'epoca, Francesco Sotero. Per questo motivo è accusato di violazione di corrispondenza.
Si tratta del componente il collegio dei revisori dei conti dell’Amiu, Pietro Di Mango, per il quale il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, ha disatteso la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, sulla cui scrivania, adesso, torna il fascicolo per provvedere alla cosiddetta imputazione coatta, vale a dire quella impostagli dal Gip.
Secondo quanto riferisce oggi «La Gazzetta del mezzogiorno», tutto nasce dalla denuncia sporta nei confronti di Di Mango dal già citato ingegner Zecchillo. Per il Gip, «è pacifico che componenti del collegio sindacale siano legittimati ad avere accesso a tutta la documentazione dell'ente e, quindi, anche alla corrispondenza in entrata ed uscita al fine di esplicare l'attività di controllo che è loro demandata. Ne consegue che un singolo componente del collegio non può, di sua iniziativa e senza una ragione di ufficio, in qualsiasi momento, frugare nella corrispondenza di un dirigente o di un impiegato aziendale ed estrarne coppia, dovendo sempre il suo operato trovare giustificazione in relazione ai compiti del suo ufficio».
