È la sera del 17 febbraio 2012, sono all’incirca le ventitré e alla sede degli Operatori emergenza radio non c’è più nessuno. Un uomo, munito di diavolina e liquido infiammabile, entra nell’area recintata, dov’era custodito il parco macchine, e, in pochi minuti, appicca il fuoco a due autoambulanze, una moto ed un’auto medica. Bastano pochi istanti per distruggere più di venti anni di volontariato: la sede degli Oer, da quel momento, non ha più i mezzi per operare. Il danno stimato supera i trecentomila euro. Oltre ai mezzi, infatti, sono andati distrutti apparecchi medicali di cospicuo valore. Segue la denuncia per incendio doloso nei confronti d’ignoti.
Ci sono tutti i presupposti per chiudere la sede, resa oramai non più operativa, ma i volontari non si arrendono e, dopo solo un mese, grazie ad un’autoambulanza presa in prestito dalla sede consorella di Minervino Murge, tornano da operare, anche se fortemente mutilati.
Dopo qualche tempo, anche alcune istituzioni territoriali forniscono sostegno economico e, insieme con i soldi raccolti grazie ad attività di beneficenza, si arriva ad acquistare una seconda ambulanza, usata.
Certo, il danno non è stato colmato, c’è ancora tanto da fare, l’assicurazione dei mezzi contro incendio e atti vandalici ha risarcito solo in minima parte l’ingente perdita economica. Nel frattempo, alla fine del 2012 è giunta la notizia dell’archiviazione delle indagini, per mancanza d’indizi identificativi degli autori del crimine.
I volontari, rappresentati dal loro presidente, Sebastiano Miscioscia, tengono a ringraziare «tutti coloro i quali hanno sostenuto moralmente ed economicamente la ripresa delle nostre attività. Siamo solo al trenta per cento di servizi recuperati rispetto al passato, ma non ci arrendiamo. Vogliamo sperare che l’attenzione su di noi non cali e che la cittadinanza tutta – invoca e conclude Miscioscia -, dalle istituzioni ai privati cittadini, continui a sostenerci».
Intanto, facciamo un po’ di storia: 3 marzo 2010, incendio alla sede degli Oer di Barletta; 3 marzo 2011, incendio alla sede degli Oer di Bari; 17 febbraio 2012, incendio alla sede degli Oer di Trani. Semplici casualità? In tutti i casi, ignoti hanno usato mezzi infiammabili per distruggere i mezzi dei volontari e privare i cittadini di servizi essenziali. Oltre l’auspicabile prosecuzione della solidarietà, dobbiamo aspettarci dell’altro?
Mariangela Figliolia
