«Voglio essere coerente con quello che ho detto rispondendo alla precisa domanda del tifoso che mi chiedeva cosa mi farebbe andare via da Trani: la risposta è che me ne andrei rendendomi conto di non poter combattere da solo una guerra che non mi appartiene». Così, a Radio Bombo, Andrea Pecorelli, colui che gli almanacchi potrebbero, presto, annoverare come il detentore della presidenza più breve della storia di Trani: due settimane.
Oggi, infatti, al termine dell’1-1 con l’Internapoli, Pecorelli si è preso ventiquattr’ore per decidere se restare alla guida della società di una squadra di calcio che continua a non interessare la città: «Perché dovrei fare una guerra per la Fortis – si chiede Pecorelli - quando chi dovrebbe amare la Fortis più di me se ne infischia? Avevo chiamato la città alle armi, ma oggi allo stadio sono arrivate cinquantadue persone. Questo vuole dire che non sono stato capace di dare una scossa alla città. Avevo chiesto a Trani di stringersi intorno al suo patrimonio, ma, evidentemente questo patrimonio non è nel cuore di Trani».
Non solo lo stadio vuoto, ma anche una situazione insostenibile di debiti da affrontare e di creditori, o presunti tali, che bussano alla porta di Pecorelli dopo non avere osato farlo, per troppo tempo, con altri: «Per anni c’è stato un certo andazzo, adesso arrivo io e mi si chiede già l’impossibile. Io, invece, che alla città ho chiesto una sola cosa, venire allo stadio, non ho avuto per nulla la risposta che mi aspettavo. Evidentemente ho alterato un equilibro, faccio ammenda e mi faccio subito da parte».
Ma davvero si può lasciare dopo due sole settimane, senza neanche dare a Trani ed a se stessi una prova d’appello? «Vedremo – è la risposta lapidaria di Pecorelli -. Adesso devo trovare una sia pur minima motivazione per andare avanti».
Fra tanti problemi, supposizioni e fantasmi, una certezza c’è: Andrea Pecorelli, adesso, è totalmente proprietario ed amministratore della Fortis Trani Srl. Chi volesse subentrargli, avrà solo lui come interlocutore. Lui potrebbe diventare il passato prossimo del calcio tranese, ma altri sono già il trapassato remoto.
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