Gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Trani hanno esaguito il sequestro preventivo della pista ciclabile realizzata lungo via Martiri di Palermo, sul lato sinistro della direzione di marcia verso Corato. Il provvedimento, firmato dal Gip Roberto Oliveri del Castillo, è stato richiesto dal pm Giuseppe Maralfa, che ha iscritto nel registro degli indagati un geometra dell'ufficio tecnico, Salvatore Ferrante, per presunto falso ideologico.
La pista ciclabile, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata dal primo momento non soltanto carente dal punto di vista dell'istruttoria, ma anche, e soprattutto, della sicurezza. E non sarebbe bastata la recente richiesta di un'ordinanza per sanare le lacune rappresentate dalla quasi totale assenza di segnaletica orizzontale e verticale.
Secondo l'accusa, il funzionario, nella nota del 10 gennaio 2013 diretta alla Polizia locale e tendente a fare emettere da quell’autorità di polizia stradale l'ordinanza istitutiva della pista ciclabile, avrebbe attestato falsamente, in primo luogo, «che le lavorazioni previste in progetto sono state ultimate».
Inoltre, si sarebbe certificato che la pista ciclabile «è stata realizzata in conformità a quanto riportato nella relazione descrittiva, parte integrante del progetto approvato». Ed il Gip, a questo proposito, afferma che «la falsità dell'attestazione, propedeutica all’emissione dell'ordinanza della Polizia locale, rinveniva dal fatto che, al momento dell'attestazione e come ben noto al funzionario dell’Ufficio tecnico, non erano stati ancora redatti il verbale di ultimazione lavori, il certificato di regolare esecuzione dei lavori e il verbale di verifica della conformità dei lavori eseguiti e dei materiali impiegati a quanto richiesto dalle norme tecniche».
Il procedimento riguarda soltanto una corsia ciclabile di via Martiri di Palermo: la pista dirimpettaia, infatti, realizzata precedentemente a quella sottoposta a misura cautelare, al momento non è oggetto di alcuna contestazione.
