“Lo scippo ad una studentessa ad opera di un rom, avvenuto nella nostra Trani, ci deve invitare a riflettere seriamente sul problema della sicurezza in città, evitando di scivolare nelle trappole del populismo e della xenofobia”. Lo dichiara Antonio Befano di Trani Futura, in relazione alla notizia pubblicata da noi ieri.
“Molti, dopo questo increscioso fatto –prosegue- mi hanno tirato in ballo per ciò che sostenni quando si trattò di smantellare il campo rom di via Bisceglie. Una decisione che per me non avrebbe rappresentato, come è stato, una soluzione strutturale del problema, né per il caso dei rom né per la sicurezza. Infatti, se prima queste persone vivevano lì senza disagi per la cittadinanza, oggi assediano la stazione con tutte le conseguenze del caso, come questo scippo. Lo scippo è un reato e la studentessa vittima ha, naturalmente, tutta la mia solidarietà. Ma un conto è discutere su un necessario piano per la sicurezza ed un altro è continuare a fare propaganda elettorale nonostante le elezioni siano finite da un pezzo. È del tutto inutile quanto offensivo della dignità umana dire Cacciamoli, tutti via!. È un tranello dove si cade spesso per ignoranza e faciloneria, ma purtroppo a volte si ricevono anche applausi".
"L’episodio dello scippo però, dimostra quanto sia stato dannoso smantellare quel campo. Allora, è più serio dire che ci vuole più sicurezza, più vigili per la città, oppure che il problema si risolva solo cacciando i rom? Com’è noto a tutti, negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria esplosione di fenomeni di microcriminalità: sono state incendiate auto, si sono verificati molti furti e scippi di cui non si è parlato. Per questo non sono disposto a veder attribuire solo ai rom questa impennata di crimini, giustificando quindi dei meschini attacchi xenofobi, anche se sono efficaci strumenti propagandistici. Ma ritengo invece, opportuno un dibattito serio sulla sicurezza. Ci sono pochi vigili in città, è accettabile? Per me, no. Sono da mandare tutti all’inferno i rom? Per me, no. Una buona amministrazione affronta i problemi con serietà, cercando di risolverli senza alimentare l’odio sociale che –conclude Befano- si scatena solo verso le categorie non difese e non certo verso tutti i reali responsabili”.
