«La crisi economica non consente ad un sempre maggior numero di famiglie di pagare regolarmente il fitto casa. Ma questo problema diventa una discriminante nel momento in cui si redigono le graduatorie per le assegnazioni delle case popolari. Ci stiamo battendo perché la legge regionale cambi ed aiuti queste persone in difficoltà». Così l’assessore ai servizi sociali, Rosa Uva, al termine del tavolo di concertazione di stamani al palazzo di città.
L’iniziativa era propedeutica all’imminente scadenza del 20 marzo, termine entro il quale si potranno presentare le domande di assegnazione di un alloggio popolare, direzione della quale il Comune di Trani sta lavorando nel cosiddetto «Piano emergenza per le famiglie per la ricognizione del fabbisogno abitativo e la progettualità futura».
Ebbene, «la situazione è sempre più critica – riferisce Uva - soprattutto per quello che concerne gli sfratti in atto. La legge numero 54/84 presenta un passaggio che afferma testualmente che i soggetti inadempienti dal punto di vista contrattuale non possono ricevere il massimo punteggio (6 punti, ndr) in graduatoria. È evidente che la morosità è indotta da uno stato di crisi sempre più acuta, che va affrontata non penalizzando queste famiglie, ma aiutandole».
Da qui la proposta dell’assessorato, condivisa dal tavolo di concertazione, di «una modifica che renda un’interpretazione diversa, meno rigida e meglio rispondente allo scenario attuale – spiega Uva -, per fornire uno strumento di aiuto a queste famiglie. Invieremo tale proposta di modifica della legge regionale all’assessore Barbanente, anche e soprattutto con il tramite del direttore generale dello Iacp, e mi auguro possa trovare accoglimento perché, credo, il Comune di Trani è uno dei primi a sottoporla alla Regione».
Al tavolo erano presenti il direttore generale dello Iacp, Lupelli, i sindacati Uniat (Sotti e Salvagno) e Sunia (Magnifico e Garofoli), nonché il sindaco di Trani, Gigi Riserbato.
