No a toni trionfalistici fuori luogo, altrimenti si rischia di vanificare le buone intenzioni di chi lavora in silenzio, al fine di invertire una logica clientelare che da anni impera nella città di Trani nel campo della politica abitativa di alloggi sociali Iacp e non solo.
Nel “non solo”, ci riferiamo ad alloggi di proprietà comunale e ad alloggi derivanti dal Contratto di quartiere, di cui si sono perse le tracce. I palazzi sono stati costruiti e si stanno vendendo, ma la quota che il Comune deve disporre per le locazioni a fitto, concordato secondo la legge, che fine ha fatto?
È utile evidenziare che la legge disciplina le modalità degli alloggi da mettere in locazione attraverso domanda individuale e la formazione di una graduatoria pubblica per l’accesso alla locazione concordata.
Inoltre, non si sa nulla anche con riferimento ai 5 milioni versati per legge ai comuni, in concerto con soggetti privati, per realizzare nel quartiere una serie di servizi nell’area del contratto di quartiere.
È evidente che, quando si parla di politica abitativa, il tutto deve rientrare in un’unica strategia di gestione del territorio che va dalla casa ai servizi, sino alla sicurezza del cittadino.
È doveroso sottolineare la sensibilità dimostrata da questa amministrazione comunale, che, dopo anni di pressione del sindacato che mi onoro di rappresentare, senza avere mai avuto riscontro, finalmente sta utilizzando gli strumenti necessari per raggiungere obiettivi significativi che vanno in una direzione seria per la gestione della politica abitativa.
È il caso di ricordare che, dopo oltre vent’anni di oblio, si è arrivati a pubblicare un bando per la formazione di una graduatoria per abitazioni Erp.
Il nostro invito, adesso, è a concludere in tempi brevi il lavoro in corso, per individuare le aree necessarie da cedere allo Iacp per la realizzazione di nuovi alloggi popolari che, di questi tempi, sarebbero una manna dal cielo.
Luigi Magnifico (sindacato degli inquilini Sunia)
