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Trani, le statistiche dello sportello anti-violenza Save sino ad oggi: hanno richiesto aiuto anche due utenti minorenni

Tratto dal gruppo Facebook degli operatori dello sportello Save, operante presso il Centro Jobel di Trani.

Le attività sono state avviate il 28 aprile 2012 con apertura giornaliera dello Sportello; nelle giornate del lunedì, mercoledì e venerdì è stata garantita l’accoglienza dalle 9.30 alle 12.30 mentre il martedì e giovedì l’apertura è stata pomeridiana dalle ore 16.30 alle 18.30. Per il mese di luglio le attività dello sportello sono state concentrate solo la mattina dalle 9.30 alle 12.30 ma per tutti i giorni della settimana.

L’accoglienza prevede sempre la presenza di tre operatori: un legale, uno psicologo e un assistente o educatore. Per il solo mese di Agosto lo sportello è stato chiuso ma con reperibilità; il numero per le emergenze,infatti, è sempre attivo per accogliere le richieste più urgenti.

A partire dal mese di Settembre sono stati cambiati gli orari in seguito al cambiamento nelle abitudini di accesso allo sportello; quasi sempre l’utente giunge a Save dopo aver concordato un appuntamento con un membro dell’equipe. Ciò ha permesso una lieve riduzione delle ore di apertura dello sportello a beneficio di un incremento del numero dei colloqui privati professionista-utente su cui poter contare.

Lo sportello è aperto il lunedì-mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12.30; il martedì e venerdì dalle 16 alle 18.30 e il sabato mattina dalle 9.30 alle 11.30. Dall’inizio delle attività gli accessi complessivi sono stati 42, di questi utenti 37 sono si sesso femminile ( 88 %) e 5 di sesso maschile ( 12 %). La variabile classe di età è così distribuita: 2 utenti sono minorenni ( 5%), 5 utenti rientrano nel range 18-24 anni ( 12%) , 4 nel range 25-34 ( 10 %) , 15 nel range 35-44 ( 35%) , 11 nel range 45-54 ( 26 %) , 4 nel range 55-64 ( 10%) e 1 oltre i 65 anni ( 2%).

Coloro che hanno scelto di rivolgersi a Save sono per lo più di cittadinanza italiana ,36 utenti ( 86 %) mentre 6 sono di altra cittadinanza ( 12 %); inoltre 36 soggetti risiedono stabilmente a Trani ( 86%) e quindi nello stesso comune dove ha sede il servizio, 5 provengono da comuni limitrofi ( 12% ) ed uno da fuori provincia ( 2%).

Questo dato è incoraggiante; ci aspettavamo di avere la maggior parte dei fruitori del servizio provenienti da altre città invece ben il 90% proviene dalla stessa Trani. Ciò è indice, benché si tratti ancora di dati embrionali e relativi a un breve periodo e su un campione esiguo, di un atteggiamento “ coraggioso” di coloro che si rivolgono allo Sportello. Si può sperare che ciò indichi, appunto, la volontà di non doversi nascondere e della ferma convinzione della necessità di rivolgersi a qualcuno senza temere il giudizio della società.

I dati raccolti relativi allo stato civile degli utenti sono così distinti: 15 utenti sono nubili/celibi ( 36%) , 12 sono coniugati ( 29%) , 13 sono separati ( 31%) , 1 vedovo ( 2%) 1 n.p. ( 2%). Per ciò che concerne il livello di scolarizzazione gli utenti si sono così presentati: 6 col titolo di licenza elementare ( 14%) , 13 col titolo di licenza media inferiore ( 31 %), 16 con licenza media superiore ( 38 %) , 2 laureato ( 5%) e 5 dati non sono pervenuti ( 12%). Al momento i nostri dati indicano che non vi è una grossa concentrazione di vittime in strati poco scolarizzati o molto scolarizzati; pare , invece, che vi si una distribuzione nelle fasce di media cultura.

Per quali motivi 42 utenti si sono rivolti al nostro sportello? Considerando che alcuni di loro hanno richiesto il nostro supporto per più di una motivazione, i dati risultano così distribuiti: 11 denunciano una situazione di violenza intrafamiliare, 13 casi riguardano il reato di stalking, 12 hanno richiesto consulenza legale, 15 hanno richiesto consulenza e supporto psicologico.

Molti dei nostri assisiti si sono rivolti a noi grazie alla rete di amicizie e al passaparola, alla pubblicità che il centro Save ha divulgato su giornali e web, alcuni ci sono stati inviati dalle istituzioni. Questo testimonia l’importanza di uscire o far sì di non trovarsi mai nella condizione di isolamento che , invece, è la situazione più rischiosa.

Alcuni utenti sono attualmente in sostegno psicologico, altre in consulenza legale, altre ancora le abbiamo perse di vista: sostenere le vittime di violenza non è facile, bisogna fare i conti con gli aspetti più intimi e vulnerabili dell’essere umano, con il terrore di rimanere soli, con le tante facce dell’amore, con la voglia di salvaguardare i figli ma con l’incubo di vederseli potare via, con le altalene dei sentimenti e con le imperfezioni e le debolezze degli esseri umani.

La nostra mission è distante dal giudizio e dal pregiudizio; ci adoperiamo giorno dopo giorno al solo scopo di non lasciare sole le donne e gli uomini che subiscono soprusi, vorremmo divulgare una cultura della non violenza, del rispetto reciproco e della parità dei diritti e dei doveri.

Vorremmo ,e non smetteremo di crederci, instaurare con le Istituzioni, con il Terzo Settore, con la Polizia e la Magistratura e con quanti vorranno fare “squadra” con noi, un clima proficuo di collaborazione e confronto per lo scopo comune di rompere il silenzio di coloro che invece dovrebbero gridare a squarciagola il proprio “ NO ALLA VIOLENZA”.

L’Equipe Save

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