Il gotha del vino, tra cene evento ricche di buongusto e buonumore. Comune denominatore, l’eccellenza del luogo, della cucina, di chi ci lavora. Alla fine della serata dedicata alla degustazione dei mitici vini “Gaja”, Rossana Gaja, responsabile commerciale per l’Italia dell’azienda piemontese, non ha potuto non dichiarasi onorata, prim’ancora che meravigliata. Siamo a Trani e, segnatamente, a “Le lampare al fortino”.
Era scesa da Barbaresco per una serata veramente unica, e non solo perché in esclusiva per il Mezzogiorno. Suo padre, Angelo, attuale proprietario della storica cantina piemontese, fondata nel 1859, alla vigilia dell’evento ci aveva confidato che «la scelta della serata di Trani intanto si deve ad un sentimento di onore che proviamo per essere al centro di un evento di spessore, in uno splendido contenitore che già ha ospitato imprenditori ed etichette ben più affermate della nostra. Noi di solito non facciamo serate nei ristoranti, ma avevamo piacere di essere in Puglia e, soprattutto, in quello splendido monumento che rende tutto magico».
Non meno magico dei vini passati in rassegna a Trani, tutti griffati Gaja: Gosset Grand blanc de blancs; Rossj bass 2011; Barbaresco 2009; Sperss 1999; Kracher cuvèe Eiswen 2010. Il tutto accostato ad un percorso locale, fra delizie del mare ed essenze della terra, ed internazionale, fra chateaubriand e formaggi di provenienza francese ed olandese.
Intanto, sempre a Sant’Antuono, sabato scorso è ripresa “La cena delle beffe” Maurizio Micheli. Il 12 aprile sarà la volta di Carmela Vincenti.
