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Trani, villa Guastamacchia: un anno dopo salta tutto. La nuova giunta, unanime, ha revocato la transazione con gli eredi dell'esecutivo uscente

Per la villa Guastamacchia non ci sarà più alcuna transazione con gli eredi, almeno fino a quando non si definirà l'ultimo grado di giudizio pendente. È quanto, mantenendo fede ad un impegno assunto in campagna elettorale dal sindaco, Gigi Riserbato, ha deciso la Giunta Comunale approvando, all’unanimità, la revoca della delibera dell'esecutivo uscente, che era giunto ad un accordo con gli eredi per porre fine al contenzioso sulla proprietà sita in via Sant’Annibale Maria di Francia.

La nuova giunta ha ritenuto «più corrispondente ai principi di legittimità e convenienza dell’azione amministrativa attendere l'esito del giudizio attualmente pendente davanti alla Corte di Cassazione - si legge nel provvedimento - poiché ragioni di pubblico interesse inducono a non ritenere satisfattivo per il Comune di Trani lo schema di transazione promosso dalla precedente giunta comunale sia per l'esiguità della somma che si andrebbe a incamerare, esiguità che rende opportuno comunque sostenere la linea del giudizio, sia perché i vantaggi che deriverebbero al Comune dal definitivo riconoscimento della proprietà dell'area in oggetto rendono giustificabile l’alea suddetta. Ragion per cui non si tengono condivisibili le motivazioni poste a fondamento della delibera di giunta comunale numero 23 del 15 marzo 2012».

Una bocciatura vera e propria, dunque, da parte della giunta Riserbato nei confronti di quella Tarantini, che invece aveva motivato in maniera del tutto diversa il provvedimento, approvato a breve distanza dalla scadenza del mandato.

Quel giorno la giunta comunale (con i voti di Tarantini, Chiarello, Di Savino, Lapi, Memola, Paolillo e le assenze di Cicolani e Scagliarini) votò favorevolmente alla transazione con gli eredi Guastamacchia, ponendo così fine ad un contenzioso che si apprestava ad approdare in Cassazione.

A sostegno di quell’orientamento, giunsero due pareri legali “pro veritate”: il primo, dell’avvocato Ernesto Pensato; il secondo, del professor Franco Gagliardi La Gala. Entrambi erano convinti della aleatorietà del giudizio pendente in Cassazione, e di conseguenza avevano indotto la giunta a ritenere che il Comune, nell’ultimo grado di giudizio, avrebbe potuto soccombere e gli eredi ottenere la restituzione dell’intero bene: non solo il terreno, ma anche la stessa struttura muraria, non essendovi mai stata realizzata una casa di riposo (come indicato nelle disposizioni testamentarie), ma, diversamente, un centro ricreativo.

La scelta, dunque, fu che la famiglia Guastamacchia versasse al Comune 300mila euro e, successivamente, presentasse un Piano urbanistico esecutivo che prevedesse l’edificazione di una palazzina e, per quanto riguarda il 40 per cento di aree a cedersi, l’allargamento di via Pugliese e la realizzazione di uno spazio di aggregazione con verde. L’antica villa avrebbe continuato a fungere da circolo della terza età.

Quel provvedimento, però, si sarebbe poi dovuto concretizzare attraverso un passaggio in consiglio comunale che, in realtà, non è mai avvenuto. La nuova giunta ha, invece, deciso di revocarlo senza consultare in alcun modo l’assemblea elettiva.


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