Il caso beffardo vuole che la partita di domani si giochi esattamente a tre anni di distanza da quando Nardò-Trani decideva un campionato. Era il 21 marzo 2010 e quella partita valeva, di fatto, la promozione. In realtà, finì 0-0 e tutto fu, dunque, rimandato a successive gare nelle quali, peraltro, la Fortis costruì la sua esaltante promozione in serie D, anche e soprattutto attraverso i playoff e quel memorabile 3-1 al Noto.
Ma quello che, soprattutto, resta è il clima di festa di una trasferta che vide tutta la città, compresi i suoi principali amministratori, parteciparvi insieme con la tifoseria, a sostegno di una squadra e di un progetto in cui si credeva ciecamente.
Sono passati appena tre anni, ma sembra un eternità. In questi trentasei mesi è cambiato tutto, ma proprio tutto. Il calzino s’è rivoltato e, purtroppo, non emana l'odore che si respirava in quella prima giornata di primavera.
La primavera 2013 sprigiona, invece, sensazioni diametralmente opposte e, più che richiamare quel clima di spensieratezza e condivisione, pare accostarsi molto meglio all’imminente culmine della Settimana Santa ed a quella Via Crucis nella quale il calcio tranese s’è incamminato, di stazione in stazione, e caduta dopo caduta, per arrivare, presto, ad esalare l’ultimo respiro.
(foto Luciano Zitoli)
