Inchiesta ufficialmente aperta, autopsia disposta per lunedì e rigide misure di profilassi e prevenzione presso luoghi e persone frequentate, qualora si tratti di un caso di meningite. Sono le conseguenze dell’improvvisa morte dello sfortunato Giovanni Bassi, 43enne agente di Polizia penitenziaria di Trani, deceduto ieri per cause da accertarsi e, sul cui decesso, sarebbe stata la stessa moglie a sporgere denuncia perché vi si faccia piena luce.
L’esatta causa della morte si conoscerà all’esito dell’esame autoptico, disposto dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Raffaella De Lucia, magistrato di turno cui è stata affidata quella che appare come una non semplice inchiesta.
L’uomo, l’altra sera, dopo avere lavorato, aveva avvertito un improvviso malore. Si era rivolto al pronto soccorso, dal quale era stato dimesso, forse, dopo la somministrazione di un farmaco.
Ieri mattina, poi, persistendo il malore, era ritornato in ospedale e, giacché le sue condizioni, nel frattempo, erano rapidamente peggiorate, era stato ricoverato in rianimazione: troppo tardi, però.
Dopo la denuncia dei familiari, il pm ha disposto il sequestro della cartella clinica della guardia penitenziaria, che lascia, oltre la moglie, due figli.
