In Italia, chi aiuta un malato terminale a morire - come un genitore o un figlio che vuole smettere di soffrire - rischia fino a 12 anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo darci da fare. Possiamo firmare e far firmare la proposta di legge di iniziativa popolare. Per obbligare il Parlamento a discuterla, serve una grande campagna di mobilitazione.
Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n°352, si annuncia che la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 18 dicembre 2012 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa dai tredici cittadini italiani che, previo deposito di certificati di iscrizione alle liste elettorali, dichiarano di voler promuovere ai sensi dell’art.71 della Costituzione e art. 48 in relazione all’art.7 della legge 25/5/1970 n.352 una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo:
“Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”.
A nome della Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, con l’adesione di: Radicali Italiani; UAAR; Exit Italia e Amici di Eleonora Onlus, il sottoscritto Pietro Lamacchia, informa Le SS.LL. che dal 15 marzo 2013 sono depositate presso il Palazzo di Città di Trani, i moduli per la raccolta firme per la proposta di Legge “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”.
Ciascun cittadino può sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare (art.71 comma 2 della Costituzione e della legge 25 maggio 1970, n°382 e successive modifiche) recanti il “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia” presso questi uffici Comunali:
Ufficio Elettorale, Ufficio Anagrafe, dalle ore 08.30 alle ore 12.00. Il giovedì pomeriggio anche dalle ore 16.30 alle ore 18.30.
Per informazioni sulla proposta di legge: www.eutanasialegale.it
Pietro Lamacchia
