Terminata la messa «In coena Domini», ha avuto luogo il rito della spoliazione degli altari e velatura delle croci. Gli altari sono rimasti senza ornamenti, le croci velate e le campane silenti. A fine messa, il sacramento è stato “riposto” negli “altari per l’adorazione del Santissimo” per la venerazione dei fedeli, oggetto di un incessante pellegrinaggio serale.
Alle 23, nella chiesa di Santa Teresa, inizia la “Via Matris Dolorosae” e, a seguire, alle 3, comincia la processione di penitenza. Come ogni anno, la veglia è dedicata ai bisogni della collettività e della società. Per la città, la centralità della Pasqua è data dalla penitenza di questa processione. Per un culto che ogni anno è sempre più forte, quest’anno arriverà un gruppo dalla Sicilia, per assistervi.
La processione dell’Addolorata avvicina molti giovani. Infatti, il priore dell’Arciconfraternita, Maurizio Musci, sottolinea come «di anno in anno aumentano le iscrizioni da parte dei giovani alla confraternita. Inoltre, con questa processione di penitenza si vuole recuperare la preghiera, e rinnovarsi con un messaggio cristiano. La sacra effige della Madonna Addolorata che torna nella propria chiesa dopo un percorso di penitenza, lancia a tutta la cittadinanza un messaggio di speranza».
(foto Ruggiero Piazzolla)
