«Nostro figlio minorenne è stato aggredito da un cane randagio». Pertanto, i genitori chiedono al Comune di Trani un risarcimento di 4500 euro. Un'altra cittadina afferma, a sua volta, di essere stata azzannata da un altro cane in libertà: richiesta, 2800 euro. Ancora una donna, al volante, afferma di essere incorsa in un incidente stradale a causa di una randagio che l e ha attraversato la strada: danni all’auto per 1100 euro.
Di fronte a queste citazioni in giudizio, il Comune di Trani ha deciso di resistere anche perché ritiene «sia che alcuni presentino aspetti sostanzialmente infondati della domanda in punto di fatto, sia per fare valere l'esercizio della difesa al fine di ridurre l'entità dei risarcimenti in quelle ipotesi in cui, effettivamente, si possono riscontrare gli elementi costitutivi dell’insidia».
Il dirigente della ripartizione competente, Pasquale Mazzone, dunque, ha affidato la difesa processuale del Comune, in tutti i procedimenti, all’avvocato Michele Capurso, responsabile dell'ufficio legale dell’ente.
