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Trani, addio a Giancarlo Tamborrino. Fu il primo sindaco della «seconda repubblica». Oggi camera ardente, domani rito funebre, lunedì le esequie

Trani piange la morte del primo sindaco della “seconda Repubblica”. È venuto a mancare, dopo una lunga malattia, il generale Giancarlo Tamborrino, primo cittadino dal 12 maggio 1995 al 7 luglio 1999. Aveva 79 anni.

Oggi la camera ardente a palazzo Palmieri, il rito funebre, senza la celebrazione della messa (il Sabato Santo è giorno liturgico), avrà luogo domattina, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di San Francesco. Il feretro sarà affiancato dal picchetto d’onore dell’Arma dei carabinieri. La messa esquiale si terrà lunedì mattina, alle 10, presso la chiesa matrice del civico cimitero.

Tamborrino, candidato per Allenaza nazionale ed altre liste, fu eletto al ballottaggio superando il candidato sindaco dell'altra parte del centrodestra, Nicola Mongelli (Forza Italia ed altre). Fu la prima elezione diretta del sindaco nella nostra città e fu il primo sindaco dopo i diciotto mesi di commissariamento del Comune di Trani seguito allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

L’avvento di Giancarlo Tamborrino al governo della città fu segnato dalla scelta di dotarsi di una giunta tecnica, con assessori tutti di sua stretta fiducia, e da un'iniziativa mai più ripetuta da alcuno: emanare un vero e proprio bando pubblico per vagliare i migliori curriculum possibili fra i quali nominare i presidenti delle ex municipalizzate.

Dopo un anno di amministrazione ispirata a questi criteri, gli orientamenti mutarono e, seguendo le indicazioni dei partiti di riferimento, Tamborrino cambiò la Giunta nominndo, fra gli altri, quattro consiglieri comunali e determinando, così, un'altra iniziativa rimasta senza precedenti nella storia della nostra città: le dimissioni collettive di dodici consiglieri comunali, che, sommandosi ai quattro da sostituire, confidavano nello scioglimento del consiglio comunale per mancanza del quorum. Dopo una lunga battaglia in punta di diritto, però, quel tentativo fallì e, così, Tamborrino diventò il sindaco di una non memorabile giunta politica e, di contro, in consiglio comunale entrò, fra i primi dei non eletti, colui che da lì a poco sarebbe diventato, per due volte consecutive, sindaco della città: Pinuccio Tarantini.

Un altro problema che segnò a lungo la sua amministrazione fu il caso Ecoerre. L’amministrazione di Giancarlo Tamborrino, forse sottovalutando inizialmente la portata di quel progetto, sembrò in un primo momento offrire il fianco alle istanze della discarica per rifiuti speciali, la battaglia legale nei confronti della quale, ancora oggi, non è terminata.

A Giancarlo Tamborrino va dato il merito, altresì, di avere favorito la storica approvazione dello Statuto comunale (nel primo anno del suo mandato), anche con il sostegno dell’opposizione, ed aperto la strada decisiva alla creazione della Società trasporti provinciale, evitando così che la gestione del servizio pubblico su gomma passasse ad altro soggetto esterno alla città di Trani.

Fra le altre iniziative che si ricordano, anch’essa rimasta, purtroppo, isolata, quella di prevedere presso villa Guastamacchia la piantumazione di alberi per ogni nuovo bambino nato a Trani.

Nato a Parma nel 1934, Tamborrino diventò generale dei Carabinieri dopo una brillante carriera militare, accompagnata anche da un incarico da commissario straordinario, nel Comune di Bitonto, prima della sua candidatura a Trani.

Fra le altre cariche ricoperte, quella di presidente del circolo di Trani di Alleanza nazionale, della sezione di Trani dell’Associazione nazionale carabinieri e, come vicario prima ed onorario poi, del Circolo Unione.

Fra le foto che qui pubblichiamo, quella di un’intervista rilasciata a Radio Bombo in occasione dell’intitolazione a Carlo Alberto Dalla Chiesa della ex piazza “Petronelli” e, in occasione di una premiazione al “Memorial Cezza”, con a fianco l’attuale sindaco di Trani, Gigi Riserbato, che all’epoca ricopriva la carica di fiduciario locale del Coni.

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