La pioggia ha inevitabilmente segnato la notte dell'Addolorata sia per quanto riguarda il percorso, di cui si è resa necessaria una parziale riduzione, sia per quello che concerne la partecipazione popolare. La certezza è che non si sono registrati episodi di vandalismo, con l’eccezione di schiamazzi qua e là. La sensazione è che in giro vi sia stata meno gente del solito a piedi, proprio a causa delle condizioni atmosferiche non favorevoli.
Ciononostante, grande affluenza intorno al corteo e nelle chiese. Presi d'assalto anche e soprattutto i locali, molto traffico automobilistico al porto, rimasto aperto con l'eccezione di piazza Sedile San Marco e via Prologo.
Prima dell’inizio della processione, si sono registrati quattro svenimenti (fra cui un bambino), tutti nella chiesa di Santa Teresa, a causa delle ressa e della forte umidità. È stato necessario l’arrivo di un'ambulanza del 118 e, per una paziente, si è resa consigliabile successivamente una Tac, che, però, ha dato esito negativo.
Imponente, ma discreta, la presenza di forze dell’ordine a ridosso e nei dintorni della processione. Il corteo è stato scortato da due auto e due moto della Polizia locale, ma in giro per Trani vi erano Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza a presidiare la città senza lasciare nulla al caso.
Alle 5.30 il corteo è giunto agli Angeli Custodi. Pareva il segno della volontà della confraternita dell’Addolorata di completare il percorso senza alcuna scorciatoia. Successivamente, però, la pioggia e la fatica hanno consigliato di non passare dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, dirigendosi direttamente verso Santa Chiara. Ciononostante, il corteo ha terminato il percorso alle 10, dopo 7 ore di faticoso cammino.
A partire dalle 7, la pioggia ha lasciato il campo al sole e ad un netto innalzamento della temperatura, la cui massima, oggi, è prevista intorno ai 20 gradi. Di conseguenza, intorno alla processione è ripreso il tutto esaurito.
Alle 8.15 l’Addolorata ha lasciato la Madonna del pozzo, dov’è stata accolta da canti impeccabili, accompagnati, però, da squilli di telefonino e mormorii di troppo: purtroppo, non solo un problema di stanchezza.
A corredo di queste righe, le foto di Peppe Martiradonna.
