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Falsi addetti del gas? Ecco lo stralcio dell'intercettazione pubblicato su Il Giornale di Trani

Tratto da Il Giornale di Trani. Falsi addetti di un’azienda fornitrice di energia o intermediari per conto di terze parti? Fidarsi del loro cartellino o prenderlo come specchietto per le allodole? Le paure dei cittadini sono fondate anche perché di casi simili ce ne sono stati nel passato e ce ne saranno finché agiranno sul mercato le agenzie di “procacciatori di vendite” e ci saranno persone che pur di rastrellare uno stipendio si prestano al gioco.

Pur di non perdere un contratto o pur di non perdere terreno rispetto ad altri “colleghi” spesso ricorrono a trucchi che sicuramente qualcuno avrà insegnato loro e che sono al limite della truffa. Presentarsi con la stessa tenuta da lavoro di un dipendente Amet, come accaduto in passato, e quindi fingersi addetto alle vendite per conto dell’azienda è una truffa. Ed è una truffa anche presentarsi con un cartellino della Gdf Suez che ha poi telefonicamente smentito di aver inviato suddette persone. Noi crediamo costituisca un atteggiamento truffaldino anche quello che sviscereremo all’interno di questa intercettazione ambientale raccolta e che è in nostro possesso. Nel dialogo ci saranno le parole di “A”, l’addetto presentatosi alla porta del nostro concittadino che sarà contrassegnato come utente e quindi “U”.

Prima di snocciolarvi i particolari, eccovi l’intercettazione interamente trascritta fuorché in due brevi momenti:

A - Vi spiego, noi stiamo andando da tutti i nostri clienti per controllare chi di voi ha ricevuto sulla nostra fattura il codice 001 per il blocco del prezzo del gas a 41 centesimi. Purtroppo siccome non tutti hanno ricevuto questo codice, per poter verificare dobbiamo controllare la fattura del gas

U - Ho capito

A - Però noi per motivi legali dobbiamo parlare solo con l’intestatario

[… scambio brevissimo di frasi tra A e U, non udibile in maniera chiara …]

U - Per il momento non c’è nessuno in casa

A - Va bene

U - Lo riferisco comunque

A - Si si, se ripassiamo controlliamo

U - Quindi di preciso cosa devo chiedere? Sulla fattura del gas…

A - Esattamente, sulla fattura del gas di Gdf Suez in alto a destra il codice clienti deve iniziare con 001. Se inizia con queste cifre vuol dire che è stato abilitato al blocco del prezzo del gas. Inoltre, informate i vostri genitori intestatari, la Gdf Suez essendo rete comunale per il gas, sta verificando che sulle fatture dell’energia elettrica, quelle dell’Amet, compare il codice IT021.

[… A biascica qualcosa non udibile …]

A - Se inizia con queste cifre praticamente si va a porre la fascia notturna, quando immagino vostra madre faccia la lavatrice, durante tutto l’arco della giornata. Quindi si va ad utilizzare quella fascia come orario...

U - Quindi si risparmia immagino

A - Certamente…

U - Va bene, quindi avviso l’intestatario che è mio padre e poi vi faccio sapere

A - Si, noi torniamo tra due giorni perché abbiamo appuntamento con altri condomini

L’utente ha ovviamente finto interesse per farsi raccontare quanto più possibile dal fantomatico addetto ai controlli, accompagnato da un collega che lo attendeva sempre qualche piano più sotto. L’intercettazione è nitida e le intenzioni altrettanto. L’addetto parla di presunte tariffe applicate esclusivamente a chi è in possesso di una fattura con un codice che inizia con “001”, numero comune a tutti coloro i quali ci hanno segnalato negli ultimi giorni queste visite a domicilio. Sarà un caso? Cosa vuol dire? Se un utente dovesse cascarci, facendosi abbindolare dalla richiesta e lasciasse a questi addetti la possibilità di visualizzare il codice, questi ultimi potrebbero avvalersene.

Lasciare che altri sappiano il nostro codice personale presente sulle fatture del gas o sulla bolletta dell’energia elettrica, quelle dell’Amet ad esempio, è pari ad affidare a queste persone il nostro codice fiscale correlato di autografo. Gli addetti prendono visione, ricopiano il codice su alcuni fogli che vi spacciano come dichiarazioni e autorizzazioni per il trattamento dei dati o della privacy, una pratica di routine, ed infine chiedono una piccola firma: la voltura è fatta.

E così vi ritroverete con un altro gestore senza neanche saperlo. Allertate da diverse segnalazioni di cittadini, le forze dell’ordine la scorsa settimana sono intervenute in via Verdi procedendo con un semplice controllo. Ma non vi erano le condizioni per procedere ad una denuncia né tantomeno per parlare di truffa.

Le aziende hanno da sempre dichiarato di non porre in essere tali procedure per i contatti con i clienti in quanto sono ritenute “invasive” e controproducenti. Se vi dovesse venire in mente qualche dubbio, fareste bene a contattare telefonicamente l’azienda interessata che saprà rispondervi in merito.

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