«Mi associo al sentimento di dolore che provano i tifosi della nostra gloriosa squadra di calcio. Ma sono sentimenti che si legano ad altri tempi, ormai andati. Oggi, invece, le pubbliche amministrazioni devono, inevitabilmente, restare lontane dalle società sportive». Così il sindaco, Gigi Riserbato, rispondendo ieri, durante «Appuntamento con Trani», ad una domanda sul perché la politica, di fronte all’irreversibile crisi della Fortis, abbia scelto il silenzio.
Ma perché la politica ha scelto di mantenere le distanze dalla Fortis? Secondo Riserbato, i motivi sono due: «Il primo – spiega - è che non vi è un solo articolo o comma della legge sugli enti locali che preveda l’obbligo da parte dei comuni di interessarsi delle società sportive. Il secondo, più nel merito di quello che è accaduto a Trani, è che il sottoscritto, lo scorso mese di maggio, partecipò ad incontro pubblico promosso dalla società per illustrare i programmai della stagione e, già da allora, percepii un livello di problemi e polemiche tali da consigliarci prudenza».
Nonostante tutto, sempre secondo la ricostruzione di Riserbato, la politica non sarebbe rimasta con le mani in mano: «Gli assessori allo sport ed ai lavori pubblici hanno avuto svariati incontri con questa ed altre società per questioni attinenti la manutenzione e gestione dello stadio, nonché sulle conflittualità fra gestori e fruitori dello stesso. Tuttavia, anche alla luce delle criticità finanziarie del Comune di Trani, si sono fatte delle scelte e, confesso, ci siamo dati delle priorità che hanno riguardato, inevitabilmente, il bilancio della città prima di quello di società sportive, che non ci competono. Confermo il grande dolore sportivo, ma stiamo ormai vivendo un momento storico in cui lo sport ha perso, dappertutto, scenari e valori di una volta».
Qui l’audio integrale tratto dal programma di ieri.
