La politica della maggioranza per questa primavera (estate) ha creato indubbiamente grandi eventi proposti da associazioni e privati. Il ché è senza dubbio un bene, ma nell'ambito della promozione culturale e sociale sarebbe stato molto utile se si fosse prestata attenzione anche a quelle associazioni (di appartenenza ad uno schieramento politico opposto) che, pur attivissime, hanno una minore visibilità soprattutto per motivi economici. Noi crediamo che il bene collettivo superi i veri limiti degli orizzonti di partito.
Proviamo ad immaginare, per esempio, se si fossero creati dei canali paralleli fra diverse forme di associazionismo e delle conseguenti proposte a confronto - non in opposizione -. Trani si sarebbe trasformata in un opificio di rilevanza nazionale e europea, fra gli altri, quello di consentire a tutti i cittadini di intervenire sulla vita del quartiere, proponendo attività culturali, sociali ed artistiche.
La permanenza di un turista a Trani può durare pochi giorni, una toccata è fuga. Molto spesso, la permanenza si può allungare,in base al grado di curiosità, tempo e voglia. Nei primi giorni si inizia col visitare le "cose tipiche", della città . A volte mi immagino tipiche situazioni di un turista che si reca in una chiesa o altro sito per poi scoprirlo chiuso.Questi possono essere alcuni aspetti negativi, ma molte di più sono le cose belle che inevitabilmente sfuggono al turista.Tali inconsuete attrazioni sono difficilmente reperibili nelle guide di viaggio manuale. Le indicazioni di viaggio non sono più sufficienti.Questo fenomeno accade nel caso in cui il turista ritorna nei luoghi già visitati: la prima volta si esauriscono i doverosi tour organizzati, le volte successive egli desidera provare qualcosa di più atipico e locale.La città è vissuta con i passaparola e i consigli, tra le amicizie e i gruppi, veri o falsi che siano. Il turista è sprovveduto ma vuol vivere la città come tutti, come uno di noi vuol provare cose uniche nel suo breve periodo di permanenza, ne vuole approfittare, forse timido, non conosce le dinamiche locali e i luoghi maggiormente in voga. Le città sono un organo vivo e dinamico: mode, tendenze ecc.
Le guide (cartacee) turistiche non sono aggiornabili e non possono sapere tutto. Per tale ragione bisogna ripensare ad un consorzio di operatori del turismo e mobilità della città, Il turista non consulta una mappa, ma contatta delle persone che sono in grado di informare, consigliare e indicare il luogo giusto nel momento più appropriato.Il turista va ospitato nella propria dimensione urbana. Accoglienza fare rete(consorzio) mediante servizi, telefono, mail, "fax" (la tecnologia non manca, va solo pensata) il turista può domandare e ricevere i giusti consigli, nella giusta sede. Quindi, non è solo essere uno specialista del turismo ma una figura complessa, capace di rispondere a un bisogno di socialità dei viaggiatori.
Resp.Ass."Linea Sottile"
Paco Francesco Cosentino
