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Prende il treno per Bari: tutti schiacciati come sardine, si sente male e vomita. Appello al sindaco di Trani: «Ci aiuti»

«Sono un giovane cittadino tranese, arrabbiato ed indignato per una situazione che diventa sempre più fastidiosa e insopportabile». Così ci scrive, con una lettera firmata, uno studente presso il Politecnico di Bari, residente a Trani e costretto «purtroppo – scrive -, e sottolineo purtroppo, ad essere pendolare utilizzando i treni». Di seguito, il racconto della sua disavventura di stamani, sconsigliabile e non poco imbarazzante.

«Questa mattina – scrive l’utente - prendo il treno di buon'ora, e, come ogni mattina, al solito il treno è pieno di gente e non si trova posto a sedere. Poco male, se non fosse che il treno, prima di arrivare a Bari, ferma anche a Bisceglie, Molfetta e Giovinazzo, dove continua a salire altra gente. Non è raro, quindi, arrivare alla stazione di Bari centrale letteralmente addossati gli uni agli altri».

E non è raro, purtroppo, pagare fisicamente lo scotto di questo stress. «Ho cominciato a sentirmi poco bene a causa della mancanza di ossigeno nell'aria – racconta il viaggiatore -, e, nonostante il finestrino più vicino fosse aperto, ho continuato a sentirmi male minuto dopo minuto, finché, poco prima che il viaggio infernale avesse finalmente fine, tra sudorazione elevata, giramenti di testa e sintomi di svenimento, ho vomitato. Per fortuna ero vicino alla porta di accesso all'altro vagone, così ho potuto espellere tutto nello spazio tra le due carrozze».

Da qui alle domande retoriche il passo è breve: «Cosa sarebbe successo se non mi fossi trovato nelle immediate vicinanze di quella porta? È normale tutto ciò? Come deve fare la gente a preferire i mezzi pubblici? Eppure – considera lo studente – aggiungere un vagone ai treni più affollati non costerebbe granché, ma, nonostante le lamentele, noi pendolari continuiamo ad usufruire, nostro malgrado, di un servizio che fa letteralmente schifo, nonostante io non sia il primo ad essermi sentito male durante un viaggio».

Appello finale, quindi, «agli organi comunali affinché, per il bene dei loro concittadini, facciano pressione su Trenitalia per migliorare il servizio di trasporto rendendolo, almeno, umano, perché viaggiare in queste condizioni sicuramente non lo è».


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