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Comune di Trani, l'assedio è permanente. La stoccata di Santorsola (Sel) : «Colpa di chi elargiva promesse in cambio di consenso elettorale. Dimissioni»

«L'assedio è finito! Finalmente i posti di blocco piazzati a tutte le porte del Comune di Trani erano stati rimossi e i corridoi non erano più affollati come una piazza mercatale.

Mi riferisco, per chi non avesse inteso, all'abitudine ormai inveterata e tutta tranese di presidiare gli uffici comunali con l’obiettivo di condizionare ed orientare le scelte di questo o quel politico; si tratta per lo più di persone in cerca di lavoro o di sussidi più o meno dovuti, ma è indubbio, comunque, che tale affollamento generi un certo imbarazzo in chiunque si rechi occasionalmente al Comune.

Sarà stato merito del sole o del silenzio delle stanze comunali o della tranquilla operosità degli impiegati comunali o forse sarà stata solo una mia impressione ma in quel giovedì pomeriggio successivo al consiglio comunale del 15 marzo mi sentivo, finalmente, nella casa di tutti.

Dovevo dedurre che l'approvazione della delibera che proponeva “l’acquisizione di servizi attraverso convenzioni con cooperative” di tipo B aveva sortito un effetto collaterale: quanti avevano partecipato alle manifestazioni di protesta e di sollecito finalmente si erano allontanati soddisfatti dell'impegno assunto dalla amministrazione nei loro confronti.

Se questo era il risultato avrei dovuto condividere un provvedimento che permetteva di incominciare ad amministrare la città in un clima di silenzio e di serenità ambientale; io invece, Bastian Contrario come al solito, avevo fatto la dichiarazione di voto che, rispettoso della tradizione, riporterò integralmente al termine di questo comunicato, e mi ero allontanato dall'aula.

Ritenevo, infatti, che la proposta della maggioranza, per quanto provvidenziale per una serie di lavoratori che avevano necessità di vedersi assicurare una retta mensile, andava contro le competenze comunali, avrebbe gravato su un bilancio cittadino in caduta libera ed era avulso da un piano che vedesse interessate anche altre categorie lavorative.

Questa condizione di sereno rimprovero nei miei confronti era comunque destinata a durare l'arco di un pomeriggio: il giorno dopo, infatti, il miraggio si è dissolto e l'assedio è ripreso uguale a prima; la ragione di tanta tranquillità era stata semplicemente l’assenza temporanea del Sindaco e di molti membri della Giunta dalle sale comunali.

Allora non mi ero sbagliato in quella sessione del Consiglio e probabilmente non mi sbaglio ora nell’attribuire la colpa di questa assurda situazione a quei candidati che spinti dalle necessità elettorali avevano elargito promesse in cambio di consensi e di quella amministrazione che a tali promesse elettorali intendeva dare luogo senza rendersi conto che questo mantenere fede ai patti, lungi dall'essere considerato una manifestazione di coerenza e di lealtà, non avrebbe rappresentato altro che l'inizio di una presenza costante ed incombente finalizzata all'ottenimento di benefici che non vanno nella direzione del bene comune.

Forse ora, ma solo ora, il sindaco se ne rende conto e, dopo aver emanato decreti sulla decenza dell’abbigliamento ed aver chiamato a raccolta la polizia urbana rafforzata dai sorveglianti della cooperativa tranese propone una intensificazione dei sistemi di sorveglianza interni al fine di dissuadere chiunque dal soggiornare in Comune.

Se questo è il vero obiettivo, e sinceramente non ne sono proprio sicuro, non può trattarsi che di una pia illusione; l'aggiunta di uno o più guardie giurate non sarà altro che un ulteriore sovraccarico economico a danno dei contribuenti.

Solo un cambio di mentalità potrebbe essere utile e, badate bene, uso il condizionale perché, a fronte di tanta debolezza, chi ha dato il primo morso non lascerà facilmente la presa.

Questo cambio di mentalità non sembra appartenere ad una amministrazione che ha fatto del particolarismo la sua bandiera e che in un anno di attività amministrativa non ha prodotto un solo atto davvero utile alla città o alla promozione dello sviluppo turistico o commerciale o dell’artigianato locale salvo ripararsi periodicamente ed inutilmente dietro la protesta verso le autorità regionali per un ritardo nella riconversione promessa dell'ospedale riportando frasi avulse da contesti realistici e, forse, malamente suggerite, capaci solo di apportare ulteriore discredito sulla capacità assistenziale delle nostre strutture.

Per questa amministrazione nella quale la fascia la porta il sindaco ma comandano gli altri incomincio a pensare che ci possa essere una sola soluzione: dimissioni, dimissioni, dimissioni.

Per quanto riguarda i più curiosi la mia dichiarazione in merito alla proposta di acquisizione di servizi attraverso convenzioni di cui all’articolo 5 è riportata in calce a questo articolo sulla pagina Facebook di SeL: buona lettura.»

Mimmo santorsola

Consigliere comunale Sinistra e Libertà

 


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