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Cementeria di Trani, Matarrese risponde a Ferrante: «Da allora non c'è stato più nulla». Ed i Verdi chiedono la revoca della variante urbanistica

La famiglia Matarrese ha risposto alla nota con cui il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, aveva sollecitato loro chiarimenti in merito all’iter della cementeria di Trani, la variante urbanistica in favore della quale era stata approvata dall’assemblea elettiva uscente dopo mesi e mesi di polemiche.

In buona sostanza, il gruppo industriale barese fa sapere che nulla si sarebbe mosso da allora e fa capire, soprattutto, che l’investimento sarebbe da considerarsi più che in discussione, per usare un eufemismo. Lo stesso Ferrante non escluderebbe che, alla luce del quadro prospettatogli, vi siano gli elementi perché il consiglio in carica revochi la delibera di quello precedente. Su iniziativa di chi, poi si vedrà.

Nel frattempo, proprio nella stessa direzione, giunge una dura nota dei Verdi che, di seguito, pubblichiamo.

***

Stranamente è ritornata in città nei giorni scorsi la vicenda della cementeria la cui realizzazione proposta dal gruppo industriale Mataresse, venne approvata nel mese di giugno 2010 dal Consiglio Comunale di Trani con 31 voti favorevoli, 7 assenti e 3 soli voti contrari (di Gregorio, Laurora e Maiullari). La realizzazione del mostro industriale (che avrebbe dovuto produrre 499 tonnellate al giorno di clinker; soglia strategica per evitare un procedimento autorizzativo più complesso) secondo l'amministrazione e non solo, avrebbe dovuto apportare benefici occupazionali con decine di nuovi posti di lavoro e si inseriva in un contesto di prospettiva di sviluppo cittadino che aveva visto l'approvazione della realizzazione dell'inceneritore e la ipotesi di realizzazione di un parco eolico lungo la costa.

In realtà tali scelte erano il frutto della incapacità della vecchia-nuova amministrazione di vedere lo sviluppo futuro della città poiché, da un lato impegnata a promuovere le bellezze naturali ed artistiche o i prodotti di pregio dell'agricoltura dall'altro, invece, occupata ad approvare agli inceneritori e le cementerie schiacciando, tra l'altro, anche la protesta degli agricoltori, preoccupati per i loro prodotti (che naturalmente come ricompensa hanno poi votato in massa per la riconferma delle stesse persone che volevano la cementeria o l'inceneritore e che oggi osannano senatori di altre città dello stesso colore politico)

A distanza di tre anni, dopo che tanti avevano osannato, votato, fatto votare a favore o non votato contro il progetto, ci si accorge che la cementeria aleggia sulle teste dei tranesi come un fantasma e si pensa di chiedere al Gruppo Mataresse, magari con una raccomandata con ricevuta di ritorno, le sue intenzioni sul progetto.

Noi alla luce di ciò chiediamo, invece, che l'amministrazione e tutto il consiglio comunale satellite revochi autonomamente la delibera di approvazione, essendoci anche buoni motivi tecnico-giurìdici, per evitare eventuali ritorsioni giudiziarie di richieste di risarcimento danni, ricordando che ad oggi in cambio di una preziosa variante urbanistica che ha trasformato un terreno agricolo in industriale con relativi benefici economici, i tranesi hanno ricevuto illusioni che, per completezza dei ricordi, hanno anche riguardato la nostra squadra di calcio, che avrebbe dovuto diventare punto di riferimento della squadra del Bari di proprietà dei Matarrese.

Senza dimenticare la possibilità che realizzata la cementeria questa possa, piuttosto che produrre cemento, in un periodo di grave crisi del settore edilizio, trasformarsi, invece, in un bello e nuovo inceneritore a servizio di tutta la Provincia Bat.

Quante illusioni e soprattutto, con rammarico, quanta pochezza.

Michele di Gregorio - Francesco Laurora (Verdi Trani)


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