Per «Appuntamento con Trani», in programma la domenica alle 9.30 su Radio Bombo, oggi è stato nostro ospite il capogruppo consiliare dei Verdi, Francesco Laurora. Con lui si è parlato della situazione politico-amministrativa, delle principali tematiche di carattere ambientale ed altre questioni a poco meno di un anno dalle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2013. Domenica prossima tornerà con noi, come ogni due settimane, il sindaco Gigi Riserbato.
Consigliere, perché si dice dei Verdi che si lamentano sempre e solo a cose fatte? Le porgiamo, su tutti, l’esempio della ciminiera dell’area Lapietra.
Noi abbiamo sempre fatto le battaglie prima, su ciminiera e tanto altro, ma non siamo mai riusciti a fare sentire la nostra voce in modo tale da bloccare certi processi. Spiace che la gente ricordi solo le nostre lamentele a cose fatte, ma chi ci conosce sa che così non è.
Oggi si parla nuovamente della cementeria e del fatto che non si sia andati avanti. Sarebbe il caso di revocare la variazione urbanistica, o a quel punto i Matarrese richiederanno un robusto risarcimento danni?
È una fortuna che non si sia andati avanti, ma adesso dobbiamo revocare quel provvedimento. Certo, il fatto che si sia fermato tutto fa capire che il vero obiettivo non fosse la cementeria, ma utilizzare quella per bruciare rifiuti.
Lei fece una gran battaglia sulle assunzioni all’Amiu. Ma perché oggi Amiu, se ha il personale, rinuncia a certi servizi come la pulizia delle spiagge?
Semplicemente perché ho l’impressione che vi sia voglia di liberare il campo in favore delle cooperative. Altrimenti non mi spiego perché Amiu soltanto adesso manifesti problemi che, altrimenti, avrebbe sempre dovuto avere.
Ma questi affidamenti di lavori stanno risolvendo i problemi sociali o sono misure tampone?
Non risolvono i problemi, e non li risolvono neanche i sussidi, che dovrebbero essere massimo due l’anno per ciascuna famiglia: temo si stia andando oltre.
E sulla presenza eccessiva di questi cittadini nella casa comunale?
Non dovrebbe accadere, quell’ordinanza sul decoro non fu per nulla casuale.
