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«Ordinamenta maris», oggi la presentazione degli eventi del 950nario. Con vista sul porto di Trani

«Nessun padrone può battere alcun marinaio, ma il marinaio deve mettersi in salvo o andare a prua dinanzi alla catena del remaggio e deve dire tre volte: “Dalla parte della mia signoria, non mi toccare. Se il padrone passa la catena per batterlo, il marinaio si deve difendere: se il marinaio uccide il padrone non è soggetto al bando». Abbiamo citato, testualmente, l’articolo 28 dei trentadue totali di cui si compongono gli “Ordinamenta et consuetudo maris” di Trani, quelle che vengono definite le prime, storiche leggi del mare, e della cui promulgazione quest'anno ricorre il 950mo anniversario.

Eravamo nel 1063, quando i consoli del mare messer Angelo De Bramo, messer Simone de Brado e conte Nicola De Roggero emanarono tavole dal contenuto straordinariamente moderno, tanto moderno che negli Stati Uniti, in una recente sentenza su contenziosi marinareschi, si è fatto richiamo anche alle «leggi di Trani».

Disposizioni in cui emergono da un lato lo spessore tecnico e giuridico e, dall'altro, la capacità precorritrice di chi, quasi un millennio fa, mostrando straordinaria nobiltà d'animo, aveva previsto norme in difesa dei diritti umani. In particolar modo, la priorità della pubblica incolumità sulla salvezza delle merci ed ancora, e soprattutto, la garanzia per il marinaio di non essere percosso senza motivo. Addirittura, qualora ciò fosse accaduto, la facoltà per lui di resistere ed arrivare ad uccidere il padrone, per legittima difesa, senza incorrere nella privazione della libertà prevista per legge.

In altre parole, non soltanto l’acutezza dal punto di vista normativo, ma anche, e soprattutto, il garantismo in favore dei diritti dei più deboli, laddove un secolo fa l'andar per mari era una pratica nella quale le sopraffazioni erano pressoché all'ordine del giorno.

Ed oggi, lunedì 6 maggio, alle 17 presso la terrazza del «Marè resort», in piazza Quercia, avrà luogo la presentazione pubblica del programma degli eventi per le celebrazioni del 950mo anniversario della promulgazione degli «Ordinamenta ed consuetudo maris» di Trani. Parteciperanno, oltre il sindaco, Gigi Riserbato, e l’assessore alla cultura, Salvatore Nardò (foto), i componenti il gruppo di coordinamento degli eventi, nonché le associazioni partner del cartellone.

«Arriviamo a quest’evento con uno spirito di festa – dice Nardò -. Presentiamo il programma sulla terrazza del “Marè resort” per affacciarci con il corpo e la mente proprio su quei luoghi storici. Quanto dureranno complessivamente gli eventi? Partiremo a fine maggio ed arriveremo a fine novembre. Punteremo sulla straordinaria modernità di quelle leggi  e sulla necessità di valorizzare la storia per porre le basi per un futuro migliore».

Quanto al monumento di piazza Quercia raffigurante la promulgazione degli Statuti marittimi, «il restauro del bronzo sarà a cura della “Domus Dei”, di Albano laziale – fa sapere Nardò -, che meritava questo riconoscimento per lo splendido lavoro fatto con la replica della porta della cattedrale. La Lum si è defilata dal finanziamento e, così, abbiamo previsto di pagare le spese, di circa 30mila euro, in parte con fondi comunali ed in parte con sponsor. Inoltre, punteremo anche all’illuminazione artistica del sito, che finora è mancata».


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