La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il maresciallo Giuseppe Giusto, grazie al suo volume "Trani, tante strade, tanta storia" edito dalla tipografia Landriscina nel 2003 per il C.R.S.E.C.) prosegue con Giovanni Boccaccio.
Già nominata "Largo Antonacci" - "Piazza del porto" - "Piazza Arsenale". È delimitata da via Statuti Marittimi, via San Giorgio e via S. Maria. Nel gergo dialettale si indica con "Saup'a Palumme", con riferimento ai nobili Palumbo, che fecero costruire il maestoso palazzo poi passato ai Quercia.
La piazza fu sistemata nel 1827, quando Giuseppe Antonacci, proprietario dello splendido palazzo (ora Marè Resort), la cui facciata domina la stessa piazza, presentò una vertenza al comune per il "continuo fracasso" che i calafatari dell'arsenale e della darsena arrecavano dinanzi al suo palazzo, opponendosi altresì alla costruzione di altri caseggiati, e quindi ottenendo il diritto dell'altius non tollerandi, per il rispetto panoramico del porto.
Nel 1906 con delibera n. 38 del 24 aprile, pochi giorni dopo la sua morte, si approvò la proposta "di chiamare Piazza Gaetano Quercia" la piazza Arsenale. Per molti anni fu il luogo abituale per spettacoli viaggianti (circhi equestri). Ritenuto un teatro naturale all'aperto, vi si svolgono spettacoli e manifestazioni popolari. Da ricordare a tal proposito il Festival della Canzone Italiana di Trani che vi si svolsero dal 1955 al 1959 in questa piazza, chiamata per l'occasione l'Arena dei diecimila. Sul lato opposto a palazzo Quercia, ad angolo con via Santa Maria, sorge il palazzo detto "il Quartiere". Costruito nel XVII secolo, appartenne ai Carmelitani e successivamente al Monastero dei Santi Agnese e Paolo. Quando quest'ultimo fu costretto nell'Ottocento a cederlo al demanio, divenne Caserma della Guardia di Finanza. Particolare architettonico sono gli archetti pensili che, all'altezza del primo piano, girano tutt'intorno all'edificio per sorreggere la lunga balconata. All'angolo del palazzo Palumbo, tra la piazza e via San Giorgio, sorge il monumento agli Statuti marittimi, realizzato da Antonio Bibbò e Vito Stifano, inaugurato il 19 gennaio 1964 a conclusione delle celebrazioni per il nono centenario degli antichi Ordinamenta maris.
Il palazzo che fa da sfondo alla grande piazza subì notevoli trasformazioni nel 1845-46 dopo l'abbattimento delle mura, ampliando verso l'allora nuova via Cavour lasciando incompleto il secondo piano. Nei locali a piano terra, una volta scuderia, è conservata una ricca collezione privata di 33 carrozze d'epoca, che il Duca Vincenzo Telesio, discendente del famoso filosofo naturalista Bernardino, volle trasformare nel 1957 in museo.
Gaetano Quercia (Trani, 1841-1906), fratello di Adolfo sindaco di Trani per tre volte, si distinse nell'avvocatura sia in campo civile che in quello penale e canonico. La sua attività non si limitò a quella forense, fu anche letterato, poeta, cultore di filosofia e critico letterario. Convinto democratico, coprì diversi incarichi: consigliere comunale, assessore all'istruzione pubblica, consigliere provinciale, delegato erariale e socio dell'Istituto Giuridico Internazionale.
Come il fratello Adolfo anche lui fu sindaco di Trani, dal 22 novembre 1882 al 21 gennaio 1883. Un busto del Quercia fu sistemato il primo novembre 1925 in una aiuola della Villa comunale, in occasione del primo centenario della nascita del parco tranese. Il Palazzo in cui dimorò sorge qui, con la facciata principale di fronte al porto, ed un secondo ingresso sulla via S. Giorgio (civico 10), permettendo così l'attraversamento delle carrozze, come al civico palazzo Antonacci. Costruito nel 1755 da Gerolamo Palumbo, testimonia la prosperità economica di Trani in quel periodo e per la sobrietà dell'ornamentazione e sapiente utilizzazione degli spazi, ne fanno un bell'esemplare di architettura civile del '700. Internamente, le numerose stanze con gli splendidi arredamenti, stucchi, ritratti, è uno dei più insigni palazzi di Trani.
Ospitò diverse personalità nel mondo politico e culturale, tra le quali il famoso generale francese Broussier, Giuseppe Bonaparte, Gioacchino Murat. Su questo palazzo abitò, nei primi anni del novecento, il cav. Alberto Rossi de' baroni di Capranica, regio sostituto avvocato erariale. La Cappella privata dedicata all'Assunta che trovasi al piano terra del palazzo, all'angolo tra la piazza e via S. Giorgio, è da diversi anni meta di devoti a ferragosto, in occasione della ricorrenza e dei relativi festeggiamenti organizzati da un comitato sorto tra residenti di quel quartiere. All'interno, sul pavimento, è visibile il monogramma della famiglia Quercia, mentre lo stemma è sulla porta di ingresso.
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