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Villa Bini un anno dopo: aperta con il contagocce, futuro tutto da scrivere. Riserbato: «Fu aperta troppo in fretta, ora dobbiamo rimediare»

Inaugurata un anno fa, quasi sempre rimasta chiusa. Proprio come in questi giorni. Non era questo il destino che si prefigurava per Villa Bini. Una volta divenuta bene del Comune di Trani e, soprattutto, una volta aperto quel cancello, si pensava di avere a disposizione un’altra piccola villa comunale, un luogo di aggregazione e refrigerio che, soprattutto nei torridi pomeriggi d’estate farebbe davvero comodo ai cittadini.

Villa Bini fu inaugurata ufficialmente il 3 maggio 2012, nel giorno della festa patronale del Crocifisso di Colonna, ma anche nell’ultimo della campagna elettorale. Il sindaco uscente, Pinuccio Tarantini, ne taglio il nastro perché lui non si sarebbe più potuto candidare. Ma la percezione che l’evento fosse anche dettato da ragioni elettoralistiche è stata sempre molto precisa tenendo conto del fatto che si ebbe la chiara sensazione che si precorsero i tempi di molti lavori, ancora da effettuarsi, pur di mostrare proprio quel giorni, ai cittadini, quell’area, ieri privata, oggi comunale in seguito alla cessione avvenuta in cambio del permesso a costruire intorno al’ex oleificio “Lapietra”. Tuttavia, pochi avrebbero immaginato che, da quel momento, il parco pubblico sarebbe rimasto prevalentemente chiuso.

Le cause della quasi totale inaccessibilità di Villa Bini sono da ricercarsi, innanzi tutto, nella mancanza di personale preposto all’apertura e alla sorveglianza del bene. Evidentemente, in nessun ufficio del Comune vi sarebbe una persona in grado di assicurare la custodia del parco durante la giornata lavorativa.

Per Villa Bini non si è mai trovato un custode, e soprattutto, qualcuno che la gestisse. Tutto questo nonostante le richieste non siano mancate, nonostante lo scorso Natale l'associazione Asi si rese protagonista di una serie di iniziative che consentirono, almeno in quel breve lasso di tempo, di tenere aperto il parco favorendone la pubblica fruizione. E adesso, pur con tutte le cooperative sociali di tipo B, esistenti e sorgenti, non si è ancora pensato di mettere in gara l’affidamento in gestione del parco in favore del miglior offerente.  

Tutto questo, però, ha portato soprattutto una ben più pesante conseguenza: l'area appare già, a distanza di un anno, particolarmente compromessa dal punto di vista della manutenzione. Molti lavori, forse anche portati a termine con eccessiva fretta per l'inaugurazione di un anno fa, si sono praticamente dissolti come neve al sole, facendo emergere di nuovo una serie di problemi ostativi  all'utilizzo pubblico del sito.

Quali, dunque, gli intendimenti dell'amministrazione comunale per rilanciare Villa Bini? «Io a quell’inaugurazione non partecipai per scelta – premette il sindaco, Gigi Riserbato, rispondendo alla domanda -. Volevo essere neutrale perché troppo a ridosso delle elezioni e perché avevo dei dubbi sul destino del bene. Sapevo che non sarebbe bastato aprire un cancello, ma che si sarebbero dovuti assicurare un’adeguata illuminazione ed arredo. Però non è vero che il Villa Bini versi nell’oblio, perché la cooperativa Re Manfredi vi ha già eseguito due interventi di manutenzione e, del parco, si è fatto un uso sporadico sia con il presepe multimediale, sia con i giovani della parrocchia di San Giuseppe. A loro do atto che stanno mettendo da parte le vecchie polemiche legate all’erezione di un’antenna telefonica sul loro campo ed alla promessa di realizzarlo nel parco, e stanno avanzando proposte costruttive. Farlo gestire alle cooperative di tipo B? È una possibilità che certamente si deve prendere in considerazione, perché con il personale comunale faremmo oggettivamente fatica».


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