La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il maresciallo Giuseppe Giusto, grazie al suo volume "Trani, tante strade, tanta storia" edito dalla tipografia Landriscina nel 2003 per il C.R.S.E.C.) prosegue con Giovanni Boccaccio.
Dal civico 34 di Piazza Indipendenza a via Romito. Delibera di giunta comunale n.103 del 28.7.2011. Nella pianta redatta dall'ing. Boccassini nel 1874, il tratto tra via Mario Pagano e piazza Gradenigo risulta chiamarsi via Tiro a Segno.
Nicola Alianelli nacque il 10 luglio 1803 a Missanello, un piccolo borgo in provincia di Potenza, da Francesco e Ippolita De Leo. Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Napoli e rimasto eternamente celibe, dedicò tutta la sua vita alle diverse attività nel campo della magistratura, dell'università e della cultura, occupando importanti cariche. Prima di entrare a far parte della magistratura fu Direttore dell'Ufficio Istruzione, Agricoltura, Industria, Commercio e Salute pubblica del Comune di Potenza e successivamente Consigliere comunale della stessa città.
Entrato in magistratura, dopo poco tempo ne fu espulso dal governo borbonico per le sue idee liberali, subendo il carcere. Reintegrato nelle sue funzioni dopo l'annessione del Regno delle Due Sicilie allo stato unitario, fu destinato a Trani come Presidente della Gran Corte Civile e dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, quando nel 1861 il Regio Governo dispose il nuovo ordinamento giudiziario e cambiò il nome e la struttura in Corte d'Appello "delle tre Puglie", Nicola Alianelli fu confermato nella carica, divenendo il primo Presidente di quella nuova Corte.
Nella cerimonia del suo insediamento, a dimostrazione del suo compiacimento nel trovarsi in un ambiente a lui gradevole, dichiarò: «Le condizioni locali di Trani avventurosamente sono tali da rendermi più agevole il disimpegno dei gravi doveri, che cominciano a gravitarmi. E come no, se ho a compagni voi, onorevolissimi colleghi, se il foro tranese conserva con tanta solerzia le sue gloriose tradizioni, se tanto innanzi è la civiltà?».
In effetti trovò a Trani l'ambiente ideale per realizzare, le proprie istanze di studioso e con Luigi Volpicella contribuì in modo determinante al movimento ascensionale degli studi storici di Trani e della Puglia. Peraltro l'Alianelli non mancò di integrarsi in tutte le più civili manifestazioni che distinguevano la società tranese di quegli anni e lo si trova fra i più munifici sottoscrittori del Monte de' Pegni, inauguratosi il 14 marzo 1861 e per il quale devolse di proprio la somma di venti piastre.
A Trani rimase fino all'anno successivo, allorché fu nominato Consigliere della Corte di Cassazione di Napoli. Nel 1874, al termine di quella prestigiosa carica, fu nominato primo presidente onorario della stessa Corte di Cassazione, ma continuò ad essere legato ad interessi di studi con esponenti della storiografia pugliese ed in particolare con l'ancora giovane studioso Giovanni Beltrani, che a lui dedicò una delle sue prime opere sugli antichi ordinamenti marittimi di Trani. Ed a proposito degli Statuti Marittimi, l'Alianelli fu tra quelli che ne difendevano la data del 1063.
Nel campo universitario fu Professore incaricato di Diritto Civile, poi di Diritto Commerciale e, infine, Professore onorario dell'Università di Napoli. Collaborò con alcuni giornali, tra cui il Giornale economico letterario della Basilicata. Inoltre, fu membro (1869) della Commissione per la riforma del codice di commercio; Presidente dell'Accademia Pontaniana di Napoli (1881); Socio onorario dell'Accademia dei Georgofili di Firenze (1873); Socio della Società economica di Basilicata; Socio dell'Associazione di mutuo soccorso tra gli scienziati, letterari ed artisti.
Nicola Alianelli morì nella sua Missanello il 22 settembre 1886.
nella foto Palazzo Alianelli a Missanello (Basilicata)
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