La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il maresciallo Giuseppe Giusto, grazie al suo volume "Trani, tante strade, tanta storia" edito dalla tipografia Landriscina nel 2003 per il C.R.S.E.C.) prosegue con Giovanni Boccaccio.
Da supportico della Conca (porto) a Piazza G. Marconi. Il primo breve tratto era denominato "Arco della Conca", il secondo, in salita, era invece denominato "Strada del Cambio" (c'è ancora una vecchia iscrizione su pietra presso il civico 68). Volgarmente è indicata con l'espressione dialettale: "la saletaure d'u pendenìedde", dall'antico nome del rione "locus pendinelli" (pendìo).
Quest'ultima indicazione era riferita alla parte iniziale. La zona corrispondente invece alla parte superiore e centrale della via, era indicata "locus cambiorum", dal quale derivò "strada del Cambio" e, infine, via Cambio (B.Ronchi - Indagine sullo sviluppo urbanistico di Trani - pag. 58).
Tra il XII e il XV secolo, l'attività del cambio a Trani era redditizia quanto necessaria, poiché essendo i Soldi d'olo e i Tarì d'oro e d'argento amalfitani denaro tra i più accreditati nel reame, i pellegrini e i Crociati diretti in Terra Santa li richiedevano appunto perché più quotati ed accettati per i loro commerci. Quindi era soprattutto in questa strada il luogo delle contrattazioni. Qui erano concentrati i "banchi di cambio" esercitati con profilo soprattutto dalla colonia di ebrei residenti nella vicina "giudecca", ma anche da amalfitani, ravellesi e da spagnoli, considerando che all'epoca era una strada importante che collegava il porto alla "piazza pubblica" (l'attuale Piazza Marconi). Interessante sapere anche che da documenti del 1470 risulta esistente in questa via una chiesetta intitolata S. Maria del Cambio. In corrispondenza dei civici 27 e 36 vi sono stemmi che ricordano l'esistenza in questa zona di famiglie evidentemente di un certo rilievo alla loro epoca. Infine, tra i civici 51 e 53, sull'arco dei ingresso a via Accetta, vi è una iscrizione del 1772.
vico Cambio I
Dal civico 29 di via Cambio a via N. Vischi. In precedenza ebbe diversi toponimi: fu prima dichiarato "Arco del Priore", poi "Vico I La Galera".
vico Cambio II
Dal civico 45 di via Cambio (strada senza uscita). Già "Vico del Cambio". Fino al 1958, anno in cui fu emanata la legge Merlin, questo vicolo era indicato volgarmente: "jinde alla strade de Rusenèdde", un nome che ricordava l'esistenza di una delle case di tolleranza.
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