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«Rifiuti zero», riflessioni aperte del comitato di Trani dopo il forum di sabato scorso a San Luigi

Sull'incontro di sabato per la campagna rifiuti zero vorrei fare poche (due!) considerazioni. Una riguarda l'intervento di una signora del pubblico che ci chiedeva di fare di più per diffondere l'informazione; per cercare di sensibilizzare in maniera capillare, partendo dalle scuole, le coscienze, in modo da renderle  più consapevoli. Magari! mi verrebbe da risponderle.

Noi, pochi, disorganizzati e privi di risorse, abbiamo deciso di investire buona parte del nostro tempo e delle nostre energie (e, capita di dover tirar fuori anche dei soldi), sottraendoli ad altre altrettanto importanti occupazioni. E in tutto questo non solo non riceviamo nessun supporto da chi in realtà avrebbe il compito istituzionale di svolgere questi compiti, ma spesso persino ci ritroviamo   in conflitto con costoro, costretti a pungolarli se non addirittura a scuoterli, per ottenere ciò che per inerzia,  indifferenza, incapacità, o interessi contrari, non viene fatto.

Alla signora allora, rivolgo anche io lo stesso appello che le ha lanciato un militante del coordinamento: venga con noi, partecipi ai nostri incontri, ci offra il suo contributo di idee e di tempo, magari coinvolga altre persone a lei vicine. In tanti potremo fare sicuramente di più, sarà più facile dare forma ai nostri sogni. E poi vedrà che non se ne pentirà: l'impegno non è solo fatica,ma è anche condivisione, è la rete di relazioni in cui in poco tempo si crea la fiducia e il reciproco  sostegno. E spesso si arriva anche a volersi bene. Ci si arricchisce di una moneta dal valore immateriale, ma tanto più prezioso. Come è bello questo aspetto dell'impegno!

L'altra considerazione riguarda l'intervento del Consigliere Giuseppe Corrado, che, presa la parola, ci ha invitato a  non dare un colore politico all'iniziativa  rifiuti zero, perché ad esempio lui, pur appartenendo alla coalizione del centro destra, sarebbe profondamente convinto dell'opportunità di andare nella direzione tracciata dalla proposta di legge, e illustrata nella serata da autorevoli voci che molto bene hanno reso il senso di quanto male consegua  al non intraprendere un tale percorso virtuoso. Bello, mi è piaciuto sentire che lei ha cuore la salute e il futuro dei suoi figli e di suoi nipoti!

Mi è dispiaciuto però che subito dopo se ne sia andato, perché avrei voluto risponderle e invece non ho potuto. Allora lo faccio ora. Quello che avrei voluto chiederle è: ma perché esorta  noi a non colorare politicamente l'iniziativa,e poi è lei stesso a farlo, dichiarandone la sua personale adesione “nonostante” la sua appartenenza ad una certa parte politica? Le sembra per caso che noi abbiamo dichiarato di essere schierati politicamente? Ho visto che non è stato sempre presente durante la serata, e forse le sarà sfuggito l'intervento di uno dei  relatori che ha parlato proprio della nostra rivendicazione di essere totalmente estranei ad ogni partito. E, aggiungo io, la proposta di legge da noi sostenuta, ostenta quasi come  un marchio, il suo carattere di iniziativa popolare.

Ancora, mi scusi, ma glielo voglio proprio chiedere: se è così convinto che sia giusto e opportuno cercare di rendere concrete le nostre proposte, perché dice che a questo scopo ci vorrebbe una rivoluzione culturale, e che sarebbe necessario che siano poste le condizioni perché noi possiamo agire in questo senso? Non so se ho capito male io, ma sembra che lei pensi che senza l'intervento del governo centrale, noi non possiamo fare niente. Ma come, gentile Consigliere Corrado, ma la rivoluzione culturale non possiamo provare ad iniziarla noi? Eppure lei ne ha di possibilità, e sicuramente più di noi semplici cittadini. Lei siede nell'aula consiliare dove vengono prese le decisioni che regolano la vita di una comunità, la nostra comunità! E allora le chiedo ancora, signor Corrado: cosa ha votato lunedì in Consiglio, quando è stato chiesto il ritiro della nostra proposta?

Se ci vogliono le condizioni che rendano possibile il cambiamento auspicato, lei cominci a fare la sua parte. Si impegni dunque sin da ora a spingere i suoi colleghi a portare la proposta nel prossimo Consiglio, a convincerli della bontà di questi obiettivi, così come sembra se ne sia convinto  lei stesso

Ma, badi, lo faccia senza aspettarsi niente da noi in cambio (politicamente s'intende!); se lo farà non sarà per fare un favore a noi, ma a se stesso e ai suoi figli. Non si aspetti di metterci la sua stellina sopra per il solo fatto di averci provato, e di sentirsi poi legittimato ad accusarci di ingratitudine e malafede, se dovessimo ritenere di muoverle qualche critica, o di esprimerle qualche perplessità. Ché l'equivoco non si ripeta!

Perché la nostra fiducia non è merce da poco, che cediamo così a buon mercato. Non è una delega in bianco, ma è un bene che va conquistato con i fatti, e non solo con le belle parole. Perché la nostra assoluta estraneità -  sia chiaro -  ad ogni appartenenza, ci regala il più inestimabile dei privilegi: esser tanto liberi da non dover render conto a nessuno se non alle nostre coscienze!

Anna Rossi - Portavoce del Coordinamento Rifiuti Zero Trani


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