Nel pomeriggio di ieri il castello svevo di Trani è stato invaso dai bambini per i loro dialoghi, i DialoKids. A far festa con loro, uno scrittore molto amato dai più piccoli Stefano Bordiglioni, che tra storie, ritornelli e canzoncine ha divertito grandi e piccini.
Mentre nel cortile centrale si svolgeva il dialogo dal titolo "Esiste davvero un'identità europea?", con il giornalista Pietro Del Soldà e l'antropologo Marco Aime. L'antropologia è una scienza nata nel cuore dell'Europa colonialista per studiare gli altri, lontani dai nostri confini. Marco Aime, uno dei maggiori antropologi italiani, racconta nel suo "Il primo libro di antropologia" come di fronte ad un mondo globalizzato e più omogeneo, l'antropologia ravvicina lo sguardo: gli antropologi studiano la realtà in cui vivono, la vita quotidiana dei loro concittadini, le culture che s'intrecciano. Un contributo alla ricerca di tratti culturali condivisi dalle popolazioni europee può arrivare dall'antropologia? Marco Aime, dopo aver raccontato la sua esperienza in Africa, sottolineava come si dovrebbe mettere tra parentesi il termine identità, e puntare sulla convivenza. Dopotutto costruire una convivenza europea non è utopia.
Ed è proprio la parola utopia al centro del dialogo, svoltosi nella sala Manfredi, dal titolo "Utopie. Percorsi per immaginare il futuro". A dialogo la sociologa Lella Mazzoli, il giornalista Giorgio Zanchini e il giornalista Pietro Del Soldà.
Ottavia Digiaro
