Per «Appuntamento con Trani», la classica trasmissione domenicale in diretta sul Radio Bombo alle 9.30, l'ospite di oggi è stato Mimmo Triminì, consigliere comunale nonché già candidato sindaco della Democrazia cristiana.
A poco più di un anno dalle elezioni amministrative, e proprio nella giornata in cui a Barletta e Bisceglie si tengono i ballottaggi per l'elezione dei rispettivi sindaci, con Triminì si è fatto un bilancio di un anno di vita amministrativa a Trani e si è parlato anche delle prospettive con riferimento agli imminenti appuntamenti sia in consiglio comunale, sia per quanto riguarda la stessa vita cittadina.
Intanto, qual è il suo pronostico per i ballottaggi a Barletta e Bisceglie?
Cascella a Barletta e Spina a Bisceglie.
Barletta sembra avere il centrosinistra nel Dna, Trani il centrodestra.
Vero, però il centrosinistra a Trani ha problemi organizzativi storici. Li supererebbe se taluni personaggi si facessero definitivamente da parte.
Lei è organico al centrosinistra?
Non lo sono, continuo a rappresentare il centro. Poi vi sono valutazioni che giudicano, di volta in volta, i fatti.
Nella maggioranza Paolillo sostiene Spina, ma anche Riserbato.
Infatti, mi sembra una contraddizione dalla quale al più presto dovrebbe uscire.
Dopo un anno si poteva fare di più?
Sicuramente sì. I problemi economici sono gravi, quelli del personale altrettanto. E questo la dice lunga sul modo di gestire la cosa pubblica.
Ma c’è stato l’avanzo di amministrazione di 4 milioni e mezzo.
Sì, però l’impegno delle somme è stato cambiato sulla base degli indirizzi della minoranza.
Però Riserbato sta operando molte soluzioni di discontinuità rispetto ai governi precedenti.
Certo, ma quando ha azzerato i dirigenti non ha previsto i sostituti, e questo ha creato tanti problemi.
Ma Italia navigando, villa Guastamacchia, capannoni Ruggia? Lui ha cancellato quei progetti, tutti importanti, su cui l’amministrazione uscente viaggiava sicura.
Certo, ma prima lui li votava.
Il patto di stabilità è rispettato?
Dicono di sì, ma i dubbi restano. E, nel dubbio, si sta ricorrendo ad una gestione occasionale che rallenta la vita amministrativa.
