E’ proprio vero: l sold du carrucchian s li meng u sciampagnon che, tradotto in italiano ufficiale, significa che i soldi accantonati dalle persone accorte se li gode lo spendaccione! Questa verità sacrosanta interpretata in modo insuperabile da un vecchio detto popolano mi frullava spesso nella testa mentre leggevo le notizie di cronaca politica ed amministrativa sulla stampa locale o sul web, anche se, a dire la verità, non riuscivo a trovare un reale riferimento alle vicende tranesi.
Poi mi ha telefonato il mio vecchio amico Gino che, da attento conoscitore delle norme sull’ordinamento delle autonomie locali, con un tono fra l’affettuoso ed il rimprovero mi ha chiesto: “Scusami, ma tu che ne pensi di tutte le spese che, senza alcuna motivazione sulla natura delle stesse, l’amministrazione comunale sta impegnando sul bilancio provvisorio?”
Ho tentato di nicchiare un po’ ma lui ha incalzato: “tu sai che nelle more dell’approvazione del bilancio di previsione, il cui termine anche per quest’anno è stato rinviato al 30 giugno p.v, si dovrà ricorrere all’esercizio provvisorio?”
“Questa norma” – ha spiegato –“impone che sino a tale termine non potranno essere effettuate per ciascun intervento spese in misura superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nel bilancio deliberato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi.”
A ben pensarci lo sapevo ma mi era sfuggito di mente.
“Ricordati”- mi ha detto come si fa ad un bambino che non ha studiato attentamente la lezione - “che l’esercizio provvisorio è un istituto volto a gestire le spese strettamente necessarie al funzionamento dell’Ente, non certo a consentire spese discrezionali come contributi, convegni, mostre, rappresentanza, sponsorizzazioni e simili e che è sempre necessario verificare se una spesa sia di fatto suddivisibile in dodicesimi in riferimento alla sua natura e alla tipologia dei pagamenti.”
Che bravo Gino!
Parla un po’ difficile, forse mi annoia anche un po’, ma alla fine si fa capire anche da uno che come me è sempre stato poco incline agli argomenti finanziari.
Da semplice cittadino e da uomo attento alla gestione dei bilanci degli enti locali aveva messo il dito nella piaga: quella sensazione di malessere che mi aveva pervaso ogni volta che leggevo sulla stampa locale o sul web di un nuovo impegno di spesa assunto dall’amministrazione comunale si è concretizzato nel dubbio che forse stavamo usando le nostre risorse finanziarie male ed in maniera poco conforme alle disposizioni legislative e regolamentari.
Il buon Gino aveva centrato l’obiettivo e mi esortava ad intervenire per tentare di rimettere a posto le cose.
In effetti un Consigliere comunale che si rispetti deve controllare l’attività amministrativa, esprimere un giudizio politico sugli indirizzi di spesa assunti dalla amministrazione e non può esimersi dal fare sue le perplessità di ogni singolo cittadino.
Per rimediare ho deciso di girare due domande al Sindaco: le spese impegnate nel bilancio provvisorio vengono calcolate in dodicesimi?
Ed ancora: è giusto spendere tanti soldi in incarichi di consulenza, in feste per gli ordinamenta maris, in arredi urbani, in numerosi appalti da affidare alle piccole cooperative lasciando le strade in uno stato di sfacelo, le piazze adibite a mercato in uno stato di invivibilità igienica(vedi piazza Petronelli), per non parlare delle scuole abbandonate a se stesse e condannate ad un progressivo degrado ambientale?
Tutto sommato non sono state ancora del tutto risolte le polemiche sui modi e sui tempi di approvazione del conto consuntivo 2011 (sul quale pende fra l’altro anche una ordinanza della Corte dei Conti) e sulla reale esistenza di un avanzo di amministrazione pari a cinque milioni di euro relativo all’esercizio 2012 e,forse, un po’ di parsimonia nella gestione delle finanze pubbliche non sarebbe del tutto inappropriata.
Sono convinto che le risposte rassicuranti non tarderanno ad arrivare perché in fondo, non dimentichiamocelo, si tratta di denaro pubblico derivante dai sacrifici fatti da noi cittadini al momento di pagare tasse più o meno giuste e più o meno commisurate ai servizi ricevuti.
Mimmo Santorsola (consigliere comunale Sel)
