Grande attesa per il ritorno in Puglia (con puntate a Napoli e Roma), dal 25 agosto al 1° settembre 2013, di Lech Lechà – Settimana di arte, cultura, letteratura ebraica, la rassegna di iniziative culturali, letterarie ed artistiche sull’ebraismo, tra ricerca di radici antiche e prospettive per il futuro.
Quest’anno la manifestazione sarà preceduta da un’anteprima nel corrente mese di giugno con l’avvio di una delle principali moduli che la caratterizzano fin dalla prima edizione: Ulpàn, corso intensivo di Lingua Ebraica Moderna, che in questa edizione sarà tenuto dalla dott.ssa Marilena Colasuonno.
Il 24, 25, 26 giugno partirà infatti il corso base che avrà poi la sua prosecuzione (con lo svolgimento anche del corso avanzato) dal 26 al 30 agosto prossimi.
Il corso si svolgerà presso la Biblioteca Comunale G. Bovio di Trani (Piazzetta S. Francesco, 1): si svilupperà a giugno in n.3 giorni consecutivi e riprenderà successivamente durante lo svolgimento del LECH LECHÀ con una full immersion quotidiana durante la quale il corso si articolerà in corso base e corso avanzato.
Il Corso ha inizio lunedì 24 agosto alle ore 9,30 e si svilupperà secondo la seguente fascia oraria:
dalle ore 9,30 alle ore 13:00
dalle ore 16:00 alle 19:00
• Per partecipare al corso è necessario inviare una domanda di iscrizione a lechlecha.segreteria@yahoo.it specificando i seguenti dati:
- nome
- cognome
- indirizzo
- telefono e email
- livello di studi ebraici
- livello di studi non ebraici
- conoscenza della lingua ebraica (lettura, scrittura corsiva e quadrata, comprensione testi)
• Inoltre si accetteranno iscrizioni, in base alla disponibilità, presentandosi il primo giorno di corso presso la Biblioteca Comunale G. Bovio di Trani il giorno di inizio corso ore 10:00 del 24 giugno.
• La docente del corso consiglia a coloro che iniziano lo studio dell’ebraico dal corso base di munirsi del libro L’ebraico è facile di Eliezer Tirkel (Editrice Giuntina Firenze).
Per ulteriori informazioni telefonare al numero di cell. 3459435487.
La lingua ebraica
L’ebraico è una lingua semitica, si scrive da destra verso sinistra e appartiene alla stessa famiglia della lingua araba, aramaica, amarica, tigrina. Per lingua ebraica (in ebraico ivrit) si intendono quella biblica (o classica) e quella moderna. Il suo alfabeto comprende 22 lettere di valore consonantico e, come quello arabo, non trascrive le vocali; esse sono aggiunte sotto forma di piccoli segni posti sopra o sotto le consonanti. Nel capitolo 10 della Genesi è citato un antenato di Abramo di nome Ever. Nella Bibbia ricorre più volte la parola ivrì (ebreo), mentre il nome della lingua impiegata per la sua redazione è leshòn kòdesh (lingua sacra). Durante il periodo del Secondo Tempio la maggior parte degli ebrei abbandonò l’uso quotidiano dell’ebraico come lingua parlata a favore dell’aramaico. Gli ebrei della Diaspora continuarono ad adoperare l’ebraico solo per la tefillà (preghiera) e lo studio della Torà, mentre nella quotidianità si esprimevano in lingue locali o in altri idiomi come yiddish, giudeo–spagnolo (o ladino), giudeo–romanesco o giudeo–veneziano; l’ebraico continuò a fungere da lingua scritta soprattutto per scopi religiosi, filosofici, scientifici, medici e letterari. Il sec. XIX segnò l’inizio dei movimenti risorgimentali e delle aspirazioni nazionalistiche; il sionismo trasformò l’ebraico in lingua parlata della comunità ebraica in Terra d’Israele (lo yishuv) e per gli ebrei che immigravano nella Palestina ottomana. Eliezer Ben Yehuda, ebreo lituano emigrato in Palestina nel 1881, fu tra i più entusiasti promotori dell’uso volgare dell’ebraico; lui stesso creò nuove parole per i concetti legati alla vita moderna. Sotto il Mandato britannico, l’ebraico divenne terza lingua ufficiale dopo l’arabo e l’inglese; nel 1948 l’ebraico divenne la lingua principale dello Stato d’Israele.
