In seguito all'episodio di cronaca postato sulla nostra testata in mattinata, giunge la lettera di una delle "testimoni" di quanto accaduto: la moglie dell'uomo che ha avvertito un malore ed è stato costretto ad attendere in spiaggia che qualcuno aprisse il cancello per permettere ai mezzi di soccorso di avvicinarsi.
«Fino a quando le cose non ti accadono personalmente non ti rendi conto di alcune deficienze che ci sono nelle varie strutture. Oggi, mio marito a seguito di un calo di pressione (60/40) si è sentito male, eravamo al mare nella zona della Seconda Spiaggia.
Il 118 è arrivato subito, a pochi minuti dalla nostra chiamata, alle 10.45 circa. Il bello però doveva ancora accadere. Si sono cercate invano le chiavi del lucchetto che chiude la stradina. L’arrivo dei vigili urbani alle 11.45 ha fatto sì che l’ambulanza potesse scendere per permettere di salire con la barella e quindi permettere a mio marito di raggiungere l’ospedale.
Colgo l’occasione per fare un plauso ai medici ed al personale del 118 con la prontezza con cui hanno risolto il problema ma non agli altri! I proprietari delle ville sono proprietari solo della loro villa, non di accessi al mare e dintorni.
A chi rivolgersi quando accade qualcosa? È mia intenzione darmi da fare con i vari uffici di competenza per spiegare l’accaduto anche se so già da adesso che non si risolve lo stesso niente».
Maria Ferrante Puca
