«Se il sindaco è d'accordo, oggi stesso sporgeremo denuncia contro ignoti». Lo fa sapere l'assessore comunale all’ambiente, Giuseppe De Simone, in merito al problema della scia di schiuma in mare che, soprattutto nella giornata di domenica scorsa, ha rovinato il bagno di centinaia e centinaia di persone.
Un episodio che abbiamo documentato domenica scorsa e che, purtroppo, neanche rappresenta una novità. Dalle foto, però, è apparso chiaro che l’origine della scia siano gli sbocchi dei collettori alluvionali. Adesso, quindi, torna a porsi la questione di entrare nel cuore del problema ed accertare la fonte la fonte degli scarichi abusivi.
Infatti, oltre la denuncia, De Simone vuole chiedere formalmente ad Acquedotto pugliese, Provincia di Barletta Andria Trani, Capitaneria di porto ed Arpa «di svolgere tutte le necessarie verifiche, anche soprattutto nei collettori alluvionali, ma non solo lì, per rintracciare la fonte degli scarichi abusivi».
De Simone non esclude che anche il Comune si faccia promotore di una nuova ispezione nelle due gallerie, ma vi sarebbe un punto oltre il quale la competenza del municipio si fermerebbe: «Che i collettori siano usati da qualcuno per scaricare illecitamente è ormai noto - afferma l’assessore -, ma, adesso, bisogna arrivare alla fonte e, questo, riteniamo sia compito d’altri».
Nel frattempo, sempre l'assessore all’ambiente prende atto con rammarico delle dimissioni dell'amministratore unico di Acquedotto pugliese, Gioacchino Maselli: «È stato uno dei migliori che Aqp abbia mai avuto, e con il quale abbiamo avuto la possibilità di collaborare in maniera proficua per il bene del depuratore di Trani. Effettivamente, tutti i depuratori della nostra regione hanno grossi problemi di obsolescenza, ma a Trani, anche grazie alla nostra abnegazione ed al controllo serrato della magistratura, si stanno raggiungendo risultati per arrivare quanto prima al migliore adeguamento possibile dell'impianto».
Tornando agli scarichi abusivi, sempre ieri ne è spuntato uno, documentato nel video di un bagnante e da noi ripreso. Mostra un sospetto scarico a mare nei pressi del castello svevo, con acqua, definita “maleodorante”, che arriva direttamente nel mare rendendolo torbido a riva. «Bene - commenta De Simone -, ci fa piacere che i cittadini collaborino e facciano emergere tutte le situazioni critiche. E questo conferma che serve un attento monitoraggio di tutto il litorale – riprende e conclude De Simone -. Oggi è tempo di fare sintesi e sinergia e dare ai cittadini le risposte che, giustamente, richiedono e, tuttora, non siamo riusciti a dare loro».
