L'udienza preliminare al processo relativo all’inchiesta della Procura di Trani sulle agenzie di rating è stata aggiornata al 3 dicembre. Lo ha disposto il Gup, Angela Schiralli, dopo che l'udienza aveva avuto il via con nove imputati, fra manager ed analisti delle agenzie di rating Standard and Poor's e Fitch, accusati di «manipolazione del mercato continuata con l'aggravante della rilevante offensività, in quanto reato commesso ai danni dello Stato sovrano italiano, e della rilevantissima gravità del danno patrimoniale provocato».
Nell'udienza, la Banca d'Italia s’è presentata come parte offesa, ma senza costituirsi parte civile. Lo stesso ha fatto anche il Ministero dell'economia. Hanno invece chiesto di costituirsi parte civile Adusbef (nazionale e pugliese), Federconsumatori, Assoconsum ed alcuni sottoscrittori dei titoli azionari di Stato. Ed ancora cinque parlamentari del Pdl che hanno lamentato «danni politici e di immagine» all’istituzione che rappresentano. Un'altra decina di parlamentari del Pdl si sono costituiti come persona offesa.
Nella prossima udienza, il Gup Schiralli dovrà decidere se ammettere le parti civili ed affrontare la questione forse più spinosa, vale a dire la competenza territoriale ad indagare da parte della Procura di Trani.
A questo proposito, però, il titolare dell'inchiesta, Michele Ruggiero, è convinto della piena giurisdizione della Procura cittadina, giacché, ai sensi di legge, la competenza appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che per primo ha iscritto la notizia di reato: tale primogenitura, appunto, spetta proprio al sostituto di Trani.
Ruggiero, però, dalla sua indagine aveva già stralciato la posizione di Moody’s, chiedendo per quell’agenzia l’archiviazione. A tale impostazione si sono opposti ben trentaquattro parlamentari del Pdl. I legali dell'agenzia di rating hanno invece sostenuto la buona fede e correttezza degli analisti ed affermato che «i report finiti sotto il riflettori non hanno provocato pregiudizi ad alcuno. Stampa e politica hanno reagito in modo sproporzionato e sconclusionato, al report di Moody's, che era stabile e non negativo».
