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Prevenzione incendi, tempo scaduto. Ma a Trani tanti terreni sono ancora a rischio roghi

Sono scaduti già da sabato scorso, 15 giugno, i termini perentori entro i quali bonificare i terreni pubblici e privati da sterpaglie al fine di prevenire incendi. L’ordinanza sindacale, che ha reiterato quelle precedenti, è stata emanata lo scorso 9 maggio, disponendo così un mese abbondante di tempo per attivarsi.

Qualcosa si è fatto, di qua e di là, ma non dappertutto. Le bonifiche, a macchia di leopardo, sono avvenute solo parzialmente ed anche il Comune, a quanto pare, sarebbe inadempiente rispetto alla sua stessa ordinanza.

Per esempio, l'ex campo di San Giuseppe, in via Falcone, rimasto fin troppo abbandonato dopo la collocazione al suo interno di quell’antenna della telefonia mobile. Quel giorno di marzo del 2007 si fu così solerti nel forzare il lucchetto del cancello e fare entrare operai e mezzi per installare quel manufatto. Oggi, invece, non si nota la stessa tempestività per operare la necessaria estirpazione delle sterpaglie.

Adiacente a quest'area ve ne è un'altra, privata ed anch’essa non bonificata, già oggetto, neio giorni scorsi, di un primo incendio che ha lambito le strade di servizio dell’ospedale San Nicola Pellegrino, destando non poche preoccupazioni.

Tuttavia, le inadempienze non sono soltanto del Comune e dei privati. Le massicciate della linea ferroviaria, in via Falcone, sono anch’esse di grano selvatico e rovi che possono facilmente prendere fuoco, determinado potenziali pericoli per la circolazione su rotaie.

L’ordinanza del sindaco, infatti, è estesa anche a tutti gli altri enti pubblici, dalle ferrovie alla stessa Anas. Non è un caso che, andando a verificare la situazione a ridosso degli svincoli della strada statale 16 bis, soprattutto nel quartiere Sant’Angelo, si scorgano situazioni altre a rischio.

In via Salvemini, di fronte ad un palazzo e con auto parcheggiate quasi dappertutto, vi è una scarpata totalmente ricolma di sterpaglie. Alla fine della stessa strada, vi è un ampio terreno, proprio a ridosso della strada a scorrimento veloce, che sembra in predicato di incendiarsi da un momento all'altro.

Scenario poco confortante anche in via Grecia, dove, nei pressi del Liceo scientifico, vi sono due aree, separate da una piccola strada, di cui una sembra sia stata già trattata, l'altra dimenticata. Anche in questo caso, il rischio non sembra trascurabile, giacché siamo nei pressi di civili abitazioni e del cantiere di un edificio in costruzione.

Eppure le sanzioni ci sono, da 250 a 10mila euro. Insieme con la raccomandazione a non lasciare nulla al caso, perché un terreno incolto non è solo un problema d’immagine, ma un’insidia per la pubblica sicurezza.


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