«E va bene che Trani è amante dei forestieri, ma credo proprio che ora stiamo esagerando. Non possiamo mortificare cosi le professionalità tranesi». Così Giuseppe Corrado, ieri sera su Facebook. Il consigliere comunale e provinciale del Pdl non chiarisce quale sia il motivo della sua doglianza, ma, da poco, avevamo pubblicato un articolo con riferimento alle prime spese del «Trani international festival, chiarendo anche, fra i fornitori, la loro provenienza e divisione per compiti.
Pochi giorni era stato un nostro collega, Antonio Procacci, noto volto tranese di Telenorba, a prendere posizioni su alcune questioni legate al festival ed all’indirizzo che si è scelto di dare a quest’Estate tranese: «Tralasciando la portata finanziaria dell'evento (ma ce li abbiamo tutti questi soldi?) e l'opportunità di spendere così tanti soldi in un momento in cui centinaia di famiglie tranesi non riescono ad unire il pranzo con la cena, chiedo all'amministrazione comunale come mai non siano state coinvolte persone che da anni compiono sacrifici incredibili per portare avanti manifestazioni di cui si è parlato anche a livello nazionale e che puntualmente sono state mortificate dal Comune. Ma pensate che Marco Pilone o Beppe Sbrocchi (mi scuso con gli interessati se faccio i loro nomi) non siano in grado di fare arrivare a Trani nomi nazionali o internazionali con tutti quei soldi? Ho saputo che al «Trani film festival» vogliono offrire un contributo di 5.000 euro: spero che Beppe li rifiuti. Ha portato a Trani nomi nazionali del cinema, ha portato un mostro sacro come Monicelli, e direi che i 5.000 euro se li possono pure tenere. «Io spero davvero che questo «Trani international festival porti grandissimi risultati alla città. Spero che arrivino da tutta Italia per seguirlo. Spero che ne parli la stampa nazionale ed internazionale. Lo spero davvero. E spero davvero che i miei dubbi vengano fugati da uno straordinario successo. In bocca al lupo».
