«Si potrebbe dire “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Infatti nel nostro comune in contrasto ai tanti proclami, si prosegue con gli affidamenti diretti per somma urgenza; gli ultimi in ordine di tempo riguardano la messa in sicurezza di un fabbricato, in Via Ademario, dal quale cadevano calcinacci. Fin qui nulla di eccezionale se non l’espletamento di atti dovuti visto che con due ordinanze era stato intimato ai proprietari di provvedere alla rimozione dello stato di pericolo per la pubblica e privata incolumità.
Ciò che invece ha davvero dell’eccezionale (purtroppo in negativo) è che a Trani sembrerebbero non esserci ditte edili specializzate nell’espletamento di tali lavori o che non lo possono fare perché lavorano talmente tanto da non garantire l’esecuzione dei lavori con tempestività e dunque ancora una volta vengono lasciati a casa i lavoratori tranesi a beneficio di quelli di fuori città. Sì proprio così, quei lavoratori a cui tanto si è promesso in campagna elettorale e a cui tanto si continua a promettere, vengono lasciati a casa a beneficio di quelli di fuori città; per non parlare delle nostre imprese edili che giornalmente lottano per sopravvivere in un mercato sempre più in difficoltà.
Ma è davvero possibile che si debbano affidare questi lavori ad una ditta di Bari per un importo complessivo di 13.629,78 euro? E non è tutto. La prassi di rivolgersi a maestranze di fuori non si riduce solo alle imprese, ora assistiamo anche ad affidamenti diretti a professionisti di fuori Trani come nel caso dell’affidamento per importo pari a 11.196,00 euro ad un ingegnere di Bari per consulenza tecnica relativa ai lavori di adeguamento dell’impianto di depurazione e il completamento degli studi riguardante la condotta sottomarina.
Tutto questo a fronte di aziende tranesi che chiudono o di imprese locali che faticano a stare in piedi, acquistando materiale qui e versando Irpef e Imu al Comune di appartenenza. Perchè i cittadini di Trani devono pagare un lavoro che sarà realizzato da una ditta di Bari con operai forestieri, che magari porterà materiale direttamente da fornitori del barese. Una situazione davvero deleteria che fa male ad imprese e lavoratori tranesi. A questo punto una domanda davvero è legittima: ma non stiamo esagerando con tutti questi forestieri a dirigere la nostra città? Di questo chiediamo conto a chi oggi, a tempo determinato, dirige la ripartizione tecnica.
Attenzione lungi da me voler far un atto di puro campanilismo, non gioverebbe a nessuno soprattutto in questo momento, ma vivendo quotidianamente per strada mi chiedo se davvero non si riesca a capire che affidare un lavoro ad un impresa tranese, magari con dei lavoratori tranesi possa portare dei benefici non solo diretti per quell’imprenditore e per i suoi dipendenti, ma per tutta l’economia del nostro territorio? Tante le questioni che rimangono aperte nei confronti di un modo di fare che non mi convince: come mai a Trani si verificano sempre lavori di somma urgenza tali da non permettere gare d’appalto ma solo affidamenti diretti? E nel caso effettivamente bisogna eseguire dei lavori con urgenza non ci sono ditte a Trani che possono eseguirli? Con quali criteri e come si procede all’individuazione della ditta esecutrice? È prevista una rotazione?
Tante domande ma le risposte più importanti le attendono i nostri tanti concittadini operai ed imprenditori che a causa del momento di congiuntura economica stanno vivendo un momento difficile e, l’amministrazione che fa? Dirotta i nostri soldi verso altre città».
Tommaso Laurora
Consigliere Comunale Uniti per Trani
