Tra assenze per infortuni, acciacchi, condizione fisica non brillante e difesa tutt'altro che imperforabile, giovedì prossimo l’Italia, per battere la Spagna nella semifinale della «Confederations cup» dovrà fare letteralmente i salti mortali. Li stanno già facendo di nuovo, proprio nel nome dell’Italia, gli skater di Trani, tornati nell'area demaniale dell'ex ristorante “La vela” con quelle ormai ben note pedane in legno, utili alle loro performance.
Da lì, come si ricorderà, erano stati recentemente allontanati, alla pari della successiva sistemazione nel confinante lido «Marechiaro». Dopo quelle disavventure, erano stati ricevuti dall’assessore allo sport, Fabrizio Sotero, che ne aveva preso a cuore il problema e cominciato a confrontarsi con loro per l’individuazione di un’area in cui installare stabilmente le loro attrezzature.
L’assessore, in particolare, confidava nella disponibilità dell’ex campo della parrocchia «San Giuseppe», in via Falcone, ma il recente accordo fra amministrazione comunale e «Vodafone», che in cambio del mantenimento in esercizio dell’antenna si farà carico della bonifica del luogo e ripristino del campo di calcio, potrebbe avere spiazzato sia Sotero, sia gli stessi ragazzi.
Ed allora, come si può notare dalla foto, gli appassionati di acrobazie su skate hanno nuovamente installato pedane, rampe di lancio e quant'altro utile per le loro classiche evoluzioni. Il valore aggiunto sono le bandiere tricolori, che manifestano non soltanto un effimero auspicio per un’eventuale impresa calcistica contro i campioni del mondo, ma anche, e soprattutto, quel senso di appartenenza ad una comunità che continua a guardarli con troppa ed ingiustificata diffidenza, forse non riuscendo a comprendere la loro sempre più stringente necessità di ritagliarsi un qualsivoglia spazio pubblico per la loro ed altrui aggregazione.
Chi avrà, adesso, nuovamente, voglia e forza di tornare laggiù per dire loro che «qui non si può stare»?
