Apprendo dalla stampa locale il commento del nostro sindaco, riguardo la protesta del comitato Rifiuti Zero, che ha consegnato a tutti i consiglieri un sacchetto di immondizia (dentro c’era solo carta) all’ingresso di Palazzo Palmieri in occasione del consiglio Comunale di venerdì 5 luglio.
“Le loro rivendicazioni sono sacrosante, in linea di principio, ma mi chiedo quanti consigli comunali della provincia abbiano adottato questo provvedimento: nessuno. Ed anche altrove”. Queste le parole del Sindaco.
Mi chiedo quindi, da cittadino: se le rivendicazioni sono sacre e sante cosa c’è oltre questa “divina” condivisione che impedisce alla nostra amministrazione di aderire al percorso Rifiuti Zero? Cosa c’è da raggiungere oltre la “sacralità“ e la “santità”?
Riguardo poi la mancata condivisione di altri consigli comunali della provincia, tale affermazione risulta alquanto “fiacca” da poter sostenere un così importante argomento.
Quando ho deciso di differenziare i rifiuti dividendo plastica, carta e vetro, ad esempio, non mi sono chiesto se i miei vicini di casa lo facessero già. Ho ritenuto giusto farlo. Non ho sentito neanche la necessità di istituire un tavolo tecnico. Tutti insieme in famiglia, all’unanimità, abbiamo deliberato questo percorso di civiltà …. e in prima convocazione !!.
L’argomento rifiuti non può seguire una “moda”, un’onda emotiva. Non può rispondere a logiche diverse da quelle del bene comune,
E inoltre, se il nostro Sindaco è particolarmente attento al vicinato, mi preme far notare che Andria ha già iniziato la raccolta porta a porta.
Diverso sarebbe stato se fossero stati forniti dati oggettivi e incontrovertibili che attestassero la non praticabilità del percorso Rifiuti Zero e la sicura non “convenienza” (per l’ambiente). Insomma un qualcosa di più del semplice sguardo al vicinato.
Sig. Sindaco, lei è il nostro primo cittadino. Sia primo anche in questo.
Buon lavoro.
Enzo Scaringi (Comitato «Rifiuti zero»)
