«Qualche giorno fa parlando con un consigliere dell’area di centrosinistra ho espresso l’idea che un sindaco non debba essere il depositario della scienza e sapere di economia e di turismo, di artigianato o di organizzazione scolastica, di assistenza ai bisognosi o di quant’altro.
C’era anche un esponente della maggioranza ed anche a lui ho detto che, a mio modesto parere, per essere un buon capo basterebbe sapersi circondare di persone utili ed oneste, di assumere i dirigenti a seconda del curriculum e non della simpatia, di evitare le epurazioni politiche di stampo nazista, di riconoscere e valorizzare le professionalità presenti all’interno della struttura amministrativa che è stato chiamato a dirigere. Se io fossi sindaco, dicevo.
“Bell bell”, un momento, non correte! Ho detto "se", non ho detto quando e, badate bene, non ho neanche detto che vorrei fare il sindaco, anzi è un ruolo nel quale non credo sia facile entrare; del resto non vorrei assolutamente accelerare la fine di una amministrazione che gode del favore incondizionato della maggioranza di centro-destra ed è in grado di soddisfare i bisogni e le aspettative della cittadinanza tranese.
Quando però, come è successo qualche giorno fa, mi arriva la comunicazione di un Consiglio Comunale che deve esaminare problematiche urgenti e dare il via libera “all’atto di indirizzo relativo al conferimento dei rifiuti solidi urbani presso la discarica di Trani” ed al provvedimento relativo “all’ambito territoriale ottimale nel settore dei servizi del ciclo integrato…”, un Consiglio Comunale che si deve tenere solo dopo tre giorni dalla convocazione e che è organizzato con il dr. Salvatore Maurizio Moscara, nuova ed ennesima meteora del nostro Comune, le mie convinzioni sul ruolo di un capo vacillano.
La convocazione, per colmare la misura, era accompagnata da una deliberazione di Giunta che dava atto delle necessità di avvalersi per tre mesi di due dipendenti della Provincia con incarichi di Istruttori Direttivi, l’uno contabile l’altro amministrativo, di assumere per sei mesi una Istruttrice Direttiva della Università degli Studi di Bari e di attivare l’istituto del comando per la dirigenza della Polizia Locale, il tutto per diverse migliaia di euro.
Ad un primo moto di rabbia nel veder distribuire tanti soldi a dirigenti ed organizzatori importati dalle città vicine, quasi che a Trani non nascano più teste pensanti, ha fatto seguito un crollo vertiginoso della mia fede nei “team” di collaboratori stabili ed affiatati, ed ho incominciato a pensare.
Si, a pensare! Ogni tanto sono capace di farlo anch’io e, siccome sono convinto che solo gli asini non cambiano mai idea, ho rivisto la mia opinione sul ruolo di un ipotetico sindaco, ripeto "ipotetico", non del nostro Sindaco. Del resto se Lui riesce ad essere sempre così sorridente e così sicuro di sé, se riesce a conservare il consenso popolare dopo essersi circondato di segretari generali a giornata, di dirigenti dell’Ufficio finanziario settimanali, di comandanti dei vigili urbani a turnazione e facendo a meno per un anno del dirigente dell’Ufficio tecnico bè, allora, ci sarà pure una ragione: vuoi vedere che una amministrazione è tanto più corretta e tanto più efficiente quanto più occasionali sono i dirigenti che ne fanno parte?
Lo so, lo so, questa riflessione sembra assurda ma, se così fosse, quasi quasi rivedo le mie idee, mi convinco del contrario e, come succede a tutti in occasione dei ripensamenti, vado oltre con i pensieri ed incomincio a credere che, forse, un sindaco a scavalco sarebbe la ciliegina sulla torta di una amministrazione perfetta. Non ora però, alla prossima tornata... forse?»
Mimmo Santorsola
