«Salve, siamo due operatrici di un'azienda di energia elettrica e veniamo qui per conto di Amet e del Comune per un controllo sulle vostre ultime bollette». La nenia è sempre la stessa e a recitarla sono sempre in due. L'episodio è accaduto sabato pomeriggio intorno alle 15 quando nei pressi di via Papa Giovanni XXIII un cittadino tranese ha aperto la porta a due ragazze.
La storia è ormai "vecchia", si ripete puntualmente di tanto in tanto, cambiano i nomi delle aziende coinvolte ma non cambiano i modi di agire né di presentarsi. Alla richiesta dell'uomo di ulteriori spiegazioni circa la loro "visita" a domicilio per un controllo per conto del Comune e dell'azienda elettrica Amet, le ragazze hanno elaborato ulteriori scuse come un improbabile "controllo sui bonus in bolletta per le case popolari".
Quando il cittadino ha fatto presente di non abitare in un appartamento appartenente a quella categoria, le fantomatiche consulenti si sono scusate dicendo che purtroppo "erano in possesso di una mappa generica sulla quale non erano segnalati i numeri civici di loro interesse". A fronte di questa visita "ambigua", il cittadino ci ha segnalato per l'ennesima volta la presenza di presunti addetti ai lavori che di sicuro con l'ente comunale e con l'azienda elettrica Amet non hanno nulla a che fare.
