Le vicende di questi caldi giorni d'estate in cui il tempo sembra scorrere troppo velocemente confermano che la nostra città è oramai preda della improvvisazione al potere.
Se da un lato si sceglie l'indifferenza nei confronti delle oggettive censure sollevate per il grazioso "regalo" fatto all’università Pegaso per una misera somma di mille euro, così dimostrando ai Tranesi che chi comanda può fare tutto ciò che gli pare, dall'altro il Collegio dei revisori, per l'ennesima volta ed una volta in più, conferma tutte le argomentazioni sollevate in questi mesi sullo stato dei conti del Comune di Trani.
Infatti, dato per scontato che sulla vicenda Pegaso non ci fermiamo e spediremo direttamente alla Procura regionale della Corte dei conti la delibera di concessione della stanza della biblioteca, siamo curiosi di conoscere il coniglio che l'amministrazione tirerà fuori dal cilindro per replicare alla ennesima nota (protocollata il 16 luglio scorso), con la quale i revisori, oltre a stigmatizzare tutte le scelte operate dall'amministrazione, che non ha adottato i provvedimenti necessari richiesti dalla Corte dei conti, chiede addirittura la revoca dell'avviso di mobilità esterna per la copertura di un dirigente per la quarta ripartizione e, soprattutto, chiede conto dei famosi debiti fuori bilancio.
Naturalmente, tutto ciò mentre l'amministrazione continua a spendere migliaia di euro per fare venire a Trani, a riempire gli uffici, dipendenti da altri Comuni. E trova anche il tempo, non avendo avuto nemmeno la elementare capacità di programmare, di risolvere un altro grande e drammatico problema: dove suonerà la musica di Battiti?
E se all’Amet il coperchio inizia a scoprirsi, all'Amiu (dove l'attivo è solo il risultato delle tonnellate di rifiuti che vengono scaricati a Trani da altre città e non certamente per la bravura di qualcuno) cosa succede se, addirittura, si creano problemi per ottenere le copie dei verbali del Collegio dei revisori dei conti? E nella gestione della casa di riposo «Vittorio Emanuele» cosa accade? Quale potere comanda a Trani?
Ed allora chiediamo a coloro che a parole o sui social network (!) hanno a cuore la nostra città e che, nonostante siano legati dal vincolo di maggioranza, continuano a criticare apertamente le scelte dell'amministrazione: fino a quando questa città dovrà restare sotto scacco? Fino a quando la città dovrà ingoiare scelte che non giovano alla collettività, ma solo alla vanagloria di qualcuno?
La città, nonostante le graziose e costosissime forme del Tif, è allo stremo: si assuma il coraggio necessario e con il cuore in gola, tipico degli ardimentosi, si metta fine subito a questo scempio.
I cittadini sapranno essere riconoscenti.
Michele di Gregorio - Francesco Laurora - Verdi Trani
